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Allenare lo sguardo per vivere le atmosfere del sentire.

Rullino i tamburi, nuovo mese e nuovo tema: ecco a voi LA DISCIPLINA!!

E chi ci dona il primo contributo ha saputo aprire le danze con maestria, proponendoci un taglio davvero anticonvenzionale del concetto, allargando lo sguardo rispetto a ciò che il termine evoca normalmente in tutti noi! L’autrice ci propone un’idea ed un esercizio molto concreto di allenamento personale, praticabile facilmente da ciascuno di noi, capace di unire la fotografia, il saper essere e la disciplina!

Ma chi è l’autrice? Paola Giaretta, Storica dell’arte, storica e critica della fotografia, Felicitatore del Sente-mente®Project, lanciata nella libera professione sotto il nome di Lumiére. IlluminARSi di emozioni. 

Con grande stima la ringraziamo per il dono ricevuto!

A tutti voi buona lettura!    


Tutto il nostro corpo parla di noi…ma, si sa,…sono gli occhi ad essere lo specchio dell’anima.

Gli occhi hanno un filo diretto con il nostro cuore, il nostro sentire…..e accolgono, traducono, comunicano  immediatamente ogni nostra emozione che noi stessi decodifichiamo ciò che stiamo provando.

Attraverso i nostri occhi  conosciamo e siamo conosciuti, esistiamo e facciamo esistere….. Quante volte ci neghiamo l’incanto di parlare con chi amiamo guardandolo  negli occhi? Parlare guardandosi negli occhi forse fa paura…eh sì….sostare nello sguardo di un’altra persona significa aprirle la porta della nostra anima…senza veli, senza maschere, senza filtri…..con  le parole possiamo comunicare ciò che vogliamo…ma i nostri occhi comunicano senza barriere ciò che noi sentiamo.

Ottobre è il mese della “disciplina”….parola che d’impatto può sembrare ostica e “limitante” nella nostra unicità e libertà di essere umano….ma unita alla parola sguardo….può aprire un mondo meraviglioso fatto di istanti preziosi, di atmosfere del sentire che si scoprono e si  imprimono nel cuore:  la disciplina dello sguardo……allenarsi  allo sguardo reciproco, allenarsi a guardare, allenarsi a sostare nello sguardo nostro e degli altri.

Certo non è un allenamento facile….ma il risultato strabiliante è assicurato!

Ad aiutarci a rompere il ghiaccio arriva la fotografia! ….non servono strumenti di particolare prestigio per “riabilitarci” allo sguardo…va benissimo un cellulare. Fotografare ci permette di scrutare la realtà con la simpatica illusione di non esporci direttamente: tra i nostri occhi e ciò che scegliamo di fotografare c’è lo strumento fotografico…una sorta di protezione alla porta della nostra anima (gli occhi appunto).  Una protezione meravigliosamente  effimera perché  fotografare è prima di tutto scegliere: chi fotografa decide il “pezzo” di realtà da ritrarre, il soggetto, il tipo di luce, il taglio dell’inquadratura, il materiale da usare, in una parola l’anima della fotografia. Talvolta la personalità del fotografo, all’occhio di chi guarda, sembra inesistente ma è soltanto un’illusione, perché la fotografia “appartiene a quella classe di oggetti fatti di strati di cui non è possibile separare i due foglietti senza distruggerli”[1]. Chi fotografa apre una finestra sul mondo mediata dalla sua personalità.

La fotografia ci aiuta a prendere confidenza con un nuovo modo di guardare, oltre il vedere e prima del capire, ; offre all’uomo  la possibilità di dar voce al suo sentire.

Fotografare diviene così una opportunità per entrare in contatto con se stessi, conoscersi e crescere attraverso l’osservazione dell’altro da sé.

Propongo  un gioco-percorso  di pochi minuti al giorno per  4 settimane.  Una volta assaporatane la  ricchezza lo continuerai spontaneamente perché ti accorgerai di vedere il mondo con occhi nuovi, con sguardi ed emozioni speciali.

Nella prima settimana divertiti a trovare, ogni giorno,  2 soggetti da fotografare: esci  al mattino, con il desiderio di farti sorprendere da qualcosa o da qualcuno …quando lo trovi…fermati un istante, facendo due respiri presta attenzione all’emozione che stai provando in quel momento, osserva bene il particolare che ti ha colpito e, senza pensarci troppo,  trattieni il respiro e scatta (un solo scatto..per imprimere la tua emozione); alla sera…prima di coricarti osserva le due immagini scattate nella giornata…respirando ripensa alle emozioni che hai sentito, riscoprirle e ritrovale nell’immagine. Pensa poi a quante volte nell’arco della giornata hai rivolto la parola a qualcuno senza incrociare il suo sguardo (al bar, al supermercato, in ufficio, pranzando, salutando…..)

Nella seconda settimana  all’esercizio delle 2 foto al giorno  aggiungi questa esperienza: per un paio di volte nell’arco della giornata prendi consapevolezza di dove sia il tuo sguardo mentre l’altra persona ti parla, e scegli di cercare il suo sguardo…..Presta attenzione a cosa cambia in te, cambia la tua sensazione??  Alla sera prima di coricarti oltre a guardare le 2 foto scattate, rivivi nello schermo della tua mente i 2 momenti in cui hai scelto di sostare nello sguardo di chi stava parlando con te……ripensa alle emozioni vissute in quegli istanti.

Nella terza settimana prosegui con i 2 “esercizi” precedenti ma lasciati stupire maggiormente:  puoi fare solamente 2 fotografie….ma prova a contare per quante volte qualcosa che hai osservato ti ha catturato, stupito…..hai solo 2 scatti però concediti infinite possibilità di lasciarti emozionare osservando. Ancora per un paio di volte al giorno quando parli o entri in relazione con qualcuno, scegli di sostare nel suo sguardo e osserva i cambiamenti in te e nell’altro.  Alla sera prima di dormire…rivedi  le foto fatte…e pensa a quante altre foto avresti voluto avere a disposizione… cosa o chi ti sarebbe piaciuto rivedere tra le foto ora….rivivi le emozioni.  Nello schermo della tua mente ripensa a quando hai scelto di guardare chi era con te….e a come è cambiata la conversazione…quando, oltre alle voce, parlavano gli occhi.

All’inizio della quarta settimana riguarda la prima  foto fatta il primo giorno di questo gioco-percorso…..se riesci, trova lo stesso soggetto e dedicagli nuovamente uno scatto…..confronta le due immagini….e per qualche minuto sorprenditi a trovare le differenze….tecniche, di inquadratura, di colore, luce e soprattutto le differenze del tuo sentire…. Nei giorni successivi lasciati incantare dall’osservare ciò che ti circonda, chi e cosa incontri nella giornata, hai sempre e solo 2 scatti speciali….tuttavia continua ad allenare il tuo occhio fotografico e le emozioni che  nascono…   Ogni giorni poi dedica attenzione a notare la differenza del  sentire tuo e del tuo interlocutore  (che si fa palese appunto nei suoi occhi)  nel corso di un dialogo in cui a tratti sostate negli sguardi e a tratti no. Assaporerete quanto tutto ciò che diciamo…dal semplice grazie “automatico” alla cassiera del supermercato, al condivisione di un momento felice, una lode o un rimprovero  a nostro figlio …assuma un valore  diverso se agiamo guardando negli occhi l’altra persona….. Alla sera riguarda i 2 scatti….rivivi le emozioni…..ritrova in te ciò che ti hanno dato gli sguardi delle persone durante la giornata appena trascorsa.

In  4 settimane avrai allenato la  consapevolezza del tuo sentire, disciplinato i tuoi occhi a non temere l’altro…avrai gustato quanto sia disarmante e denso di umanità lasciare che chi interagisce con te possa entrare nella tua anima e tu nella sua….in uno scambio vicendevole di vera e propria ricchezza umana.

[1] Roland  Barthes, la Chambre Claire. Note sur la photographie, Paris, Edition du Seuil, 1980: trad. It. La camera Chiara. U, Giulio Einaudi Editore, 1980, pag.9

 

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