collaborAzioni – Assistenti Sociali Online http://www.assistentisocialionline.it #fuoridalcomune Mon, 05 Sep 2022 20:04:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.24 http://www.assistentisocialionline.it/wp-content/uploads/2022/08/cropped-fdc-g-11-32x32.png collaborAzioni – Assistenti Sociali Online http://www.assistentisocialionline.it 32 32 TutorViaggi http://www.assistentisocialionline.it/tutorviaggi/ http://www.assistentisocialionline.it/tutorviaggi/#respond Mon, 10 Apr 2017 17:00:36 +0000 http://www.assistentisocialionline.it/?p=673 Dai primi di Marzo, quasi in contemporanea con l’avvio della nostra attività, abbiamo iniziato una delle nostre più entusiasmanti esperienze di collaborazione: quella con l’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Culture, Politica e Società – in qualità di tutor accademiche.   Una delle domande che abbiamo scelto per colloquiare e conoscere i tirocinanti […]

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Dai primi di Marzo, quasi in contemporanea con l’avvio della nostra attività, abbiamo iniziato una delle nostre più entusiasmanti esperienze di collaborazione: quella con l’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Culture, Politica e Società – in qualità di tutor accademiche.

 

Una delle domande che abbiamo scelto per colloquiare e conoscere i tirocinanti è stata: “se dovesse utilizzare dei verbi che descrivono le attività che andrà a svolgere in questo tirocinio, azioni concrete che dovrà mettere in atto per far sì che la sua esperienza sia positiva e formativa, quali userebbe?”.

 

Oggi mi sento coraggiosa, pronta, nonché in dovere di sottopormi al nostro metodo, e quindi a rispondere a questa domanda  parlandovi della mia esperienza come tutor !“Quali sono i verbi che userei per descrivere l’attività di tutoriaggio …?” me lo sono chiesta, eh !… già qualche settimana fa mentre viaggiavo in treno verso casa,  di ritorno da una lunga giornata a Città Studi in cui gli stessi studenti colloquiati avevano finalmente appreso le sedi del loro primo emozionante tirocinio.

 

Essere tutor è anzitutto viaggiare, ma anche spostarsi, attraversare, percorrere…e ripercorrere, è programmare un viaggio essendo contemporaneamente viaggiatori, ospiti,  ed agenzia di viaggio ed accompagnare un viaggio!

 

Essere tutor ha significato spostarmi fisicamente più volte: da Torino a Biella , da Biella a Novara , da Novara a Vercelli e poi nuovamente a Biella…Ma lo spostamento di cui parlo non è soltanto fisico: per essere tutor mi sono dovuta spostare nel senso vero e proprio del termine: “ collocare in un luogo altro da quello solitamente occupato” da me nella comunità professionale. Per diversi  anni ho lavorato come assistente sociale nei Servizi e nei territori ma come tutor oggi mi metto al servizio della mia professione all’interno della sede accademica.
Questo ha richiesto un attraversamento, un passaggio impegnativo ovvero quello di transitare con tutto il mio bagaglio professionale (che non ho nessuna intenzione di abbandonare o alleggerire) ed i souvenir che mi porto dietro dai precedenti viaggi professionali, in un nuovo contesto. Per collocarmi in questo nuovo contesto ho dovuto però anche attrezzarmi, cercare mappe, indicazioni , bussole…lasciando – come mi è consono – anche un po’ di spazio all’intuito e alla scoperta.

 

Vogliamo parlare poi del ripercorrere fisicamente i corridoi di una città studi e mettere nuovamente il naso in una sede universitaria dopo anni ?!! Vi risparmio le paranoie sul  “come sono vecchia io – come sono giovani loro” …il punto è che percorrere e ripercorrere è stato non soltanto un movimento concreto del corpo, ma uno spostamento della mente e della memoria. Rimaneggiare concretamente la teoria riconducendo alla prassi operativa esercitata per anni nuovamente tutti i concetti teorici presentissimi al mio sapere professionale ma messi in scatola e ben riposti per tanto tempo.

 

Ripercorrere ha poi investito anche il mio vissuto emotivo: vedere gli studenti, la luce con cui guardano alla professione, la confusione con la quale a volte viene descritto il ruolo dell’assistente sociale e la motivazione con cui affrontano il percorso formativo…. è un viaggio nella memoria che in confronto “Ritorno al futuro” è niente!

 

Parlando di passaggi e attraversamenti non è solo la dimensione tempo ma anche quella dello spazio ad essere attraversata durante l’esperienza di tutoraggio. Spazi non solo fisici ma intesi come sistemi: il sistema formativo, il sistema dei servizi sociali, il sistema professione ed infine il sistema tirocinio (L. Gui 1999) mi vedono come tutor  impegnata a passare da una intersezione all’altra di questi sistemi.

 

Come tutor inoltre, accompagno un viaggio: quello dei tirocinanti…di cui monitoro, facilito e valuto il tirocinio stando loro affianco (se serve) alle loro spalle (quando è opportuno) e indicandogli gli strumenti per orientarsi (quando stanno per smarrirsi o devono ridefinire il loro percorso).
Insomma se la metafora che Dellavalle – ne “Il tirocinio nella formazione al servizio sociale. Un modello di apprendimento dall’esperienza”  ed- Carocci, 2011- figura dell’esperienza di tirocinio  è quella  del viaggio, beh direi che questa nuova esperienza e collaborazione non è un azzardo chiamarla “tutorViaggio”!

 

O no!?

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Educazione alla Cittadinanza http://www.assistentisocialionline.it/educazione-alla-cittadinanza/ http://www.assistentisocialionline.it/educazione-alla-cittadinanza/#respond Mon, 27 Mar 2017 17:11:54 +0000 http://www.assistentisocialionline.it/?p=629 EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA Cittadini si nasce o si diventa? “In tante realtà oggi si vive accanto agli altri. C’è coesistenza, non convivenza. Manca il senso di comunità, il riconoscersi l’uno con l’altro. …. La nostra responsabilità, come cittadini, oltre che come operatori sociali, è verso i diritti … Quei diritti che non sono solo una […]

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EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA
Cittadini si nasce o si diventa?

“In tante realtà oggi si vive accanto agli altri. C’è coesistenza, non convivenza. Manca il senso di comunità, il riconoscersi l’uno con l’altro. …. La nostra responsabilità, come cittadini, oltre che come operatori sociali, è verso i diritti … Quei diritti che non sono solo una prerogativa etica, ma la condizione di ogni progresso sociale, culturale e anche economico.” Don Ciotti (Animazione Sociale 305, numero 9/2016, Essere Operatori sociali oggi, intervista a Luigi Ciotti a cura di Roberto Camerlinghi, pag.3 e seguenti).

Concordiamo con le affermazioni di Don Luigi Ciotti e crediamo fortemente che occorre aiutare le persone a crescere nell’io e nel noi, occorre produrre significati intorno a quello che si vive oggi costruendo trame di senso e di cittadinanza.

Quando realizziamo i nostri laboratori di educazione alla cittadinanza nelle scuole abbiamo in mente questo, vogliamo pensare che siano una “pista generativa”.

La presenza di ragazzi e ragazze, bambini e adolescenti, con origini e radici culturali diverse all’interno delle classi scolastiche di ogni ordine e grado è ormai da anni un fenomeno strutturale e deve trasformarsi in un’opportunità per tutti, adulti di riferimento compresi. Bisogna anzitutto nei contesti scolastici, di convivenza e di relazione, riconoscere e conservare le identità di ciascuno e sostenere attivamente la loro interazione ed integrazione, attraverso la conoscenza della nostra e delle altre culture ed attraverso la conoscenza dei diritti di ciascuno, perché si possano trasformare realmente in libertà per tutti.

I laboratori di educazione alla cittadinanza sono percorsi adatti per apprendere, per imparare facendo, per riflettere, sono un luogo di formazione, ma anche uno spazio culturale e relazionale in grado di creare legami, tra le persone e con i luoghi, sono laboratori esperienziali, dove l’esperienza si trasforma in sapere.

L’importanza dell’educazione alla cittadinanza è stata più volte sottolineata anche nel nostro Paese con lo scopo di sviluppare nei ragazzi una cultura politica e civile (acquisire saperi sui diritti umani, sulla democrazia, sul funzionamento delle istituzioni politiche e sociali, sul riconoscimento della diversità culturale e storica, ed altro…) ed una competenza sociale, ovvero sviluppare attitudini e valori necessari per diventare un cittadino responsabile (imparare a rispettasi e a rispettare gli altri, ad ascoltare e a risolvere i conflitti pacificamente, promuovere una convivenza armoniosa, costruire i valori che accolgano una pluralità di punti di vista nella società, costruire un’immagine positiva di sé, la fiducia in sè e negli altri, ed altro…).

Dati questi scopi è fondamentale che ciascun laboratorio preveda una partecipazione attiva degli alunni e degli studenti, le attività vengono focalizzate su metodologie di tipo attivo e costruttivo, capaci di mettere al centro i bambini ed i ragazzi stessi. Il metodo di insegnamento del cooperative learnig è quello che noi privilegiamo, consiste nel dare rilevanza al lavoro di gruppo per incrementare sia le competenze cognitive sia quelle sociali. L’utilizzo di strumenti d’aula creativi, film, canzoni, costruzioni, giochi, giochi a premi, cartelloni, matite e pennarelli, per coinvolgere ad uno ad uno i ragazzi nelle attività è secondo il nostro parere necessario perché oltre a sviluppare il pensiero laterale di ciascun ragazzo attiva concretamente anche noi formatori.

Il gruppo classe è un gruppo di pari, una comunità, un tempo ed un luogo che da vita a esperienze che si aprono alla scoperta delle possibilità. Si impara ragionando in un contesto di peer-education, facendo e riflettendo sui processi cognitivi e di relazione, per comprendere in modo significativo cosa si sta facendo e perché. Ai ragazzi si offre la possibilità di una conoscenza reciproca più approfondita che possa permettere la costruzione di rapporti interpersonali trasparenti, autentici e gratificanti che prevedono e fanno fare esperienza di un costruttivo e arricchente scambio di opinioni.

Concordiamo con Alessandra Augelli quando scrive che in pre adolescenza ed in adolescenza cresce la complessità non solo nelle relazioni con gli altri ma anche nella gestione della propria identità. Gli operatori sociali sono chiamati ad un ascolto aperto e uno sguardo attento, in modo da essere per i ragazzi specchio di alcune loro caratteristiche e strumento per intraprendere il processo di crescita. (Animazione Sociale 263, maggio 2012, Fare laboratorio per apprendere con i ragazzi, pag.88 e seguenti)

Per questo riteniamo fondamentale che siano i professionisti del sociale i conduttori dei laboratori di cittadinanza, perchè il conduttore non sia solo un formatore ma anche, e soprattutto, un orientatore, un facilitatore, un abilitatore ed un allenatore di relazioni.

(Perché) cittadini si nasce e si diventa.

 

23.03.2017I° anno di corso per operatore elettricoclasse multietnica di adolescentimateria: educazione alla…

Pubblicato da Assistenti Sociali Online su Giovedì 23 marzo 2017

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