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Abitare gli spazi delle città : una esperienza di Centro per le famiglie in Piemonte

Questa settimana siamo onorate ed orgogliose di ospitare

sul nostro blog le parole della collega Filomena Marangi. 

Assistente Sociale Specialista – Formatrice – Esperta di politiche e Servizi per le famiglie e in Servizi per lo sviluppo di comunità –Collaboratrice del Consorzio Monviso Solidale- Consulente e Mediatrice Familiare – Conduttrice di Gruppi per genitori – Conduttrice di laboratori di teatro sociale e di comunità
Sapientemente

…e con una passione dirompente, ci conduce dentro l’essenza e l’arte di svolgere la professione di assistente sociale raccontandoci l’esperienza dei centri per le famiglie di un angolo di Piemonte! 

Grazie ancora a Filena per aver partecipato alla nostra chiamata allo scrivere

e buona lettura a tutti voi!


Abitare gli spazi delle città : una esperienza di Centro per le famiglie in Piemonte

 

Coloro che non hanno radici e sono cosmopoliti si avviano alla morte della passione e dell’umano :per non essere provinciali occorre possedere un villaggio vivente nella memoria, a cui l’immagine e il cuore tornano sempre di nuovo ,e che l’opera di scienza e poesia riplasma in voce universale.

(Ernesto De Martino. l’etnologo e il poeta )

 

Lo Spazio : il luogo disponibile per gli oggetti della realtà in quanto si considerino individuati da una collocazione o posizione ,dotati di dimensione e suscettibili di spostamento .Lo spazio è il luogo indefinito e non limitato che contiene tutte le cose materiali, queste avendo una estensione ne occupano una parte ed assumono nello spazio una posizione la quale viene definita in maniera quantitativa secondo i principi della geometria e qualitativa in base a relazioni di vicinanza e di grandezza . Dal latino spatium ovvero “essere aperto” .

 

Proprio da questo significato della parola spazio , facilmente comprensibile in quanto è esperienza vissuta da tutti, può svilupparsi le riflessione sull’importanza per tutti noi di dare senso e profondità agli spazi in cui viviamo e lavoriamo. E quale può essere il beneficio che possiamo trarne dal vivere in un modo diverso gli spazi comuni, i luoghi in cui nascono e vivono i legami sociali ?Oggi più che in passato abbiamo un gran bisogno di investire sugli spazi comuni e sui legami sociali per contrastare una tendenza descritta dall’ultimo Rapporto Censis che rappresenta una Italia delusa e incattivita in cui i legami sociali sono messi a dura prova perchè carichi di conflitti ,paure e diffidenze che avvelenano le nostre esistenze . Come possiamo utilizzare gli spazi comuni delle nostre città per farne contenitori in cui fare esperienze condivise e in cui possiamo prenderci cura dei legami sociali preziosi e irrinunciabili per la nostra vita ? . Non possiamo pensare di eliminare i conflitti e le difficoltà connaturate ai legami sociali, ma possiamo andare in controtendenza e costruire azioni in cui gli spazi diventano contenitori di esperienze umane condivise, dove il conflitto si può stemperare in confronto e scambio tra parti diverse , dove possiamo rintracciare un diverso significato nell’incontro ,nella narrazione di sé e nell’ascolto dell’altro . Tutto questo è possibile; ce lo confermano diverse belle esperienze presenti in molte città italiane piccole e grandi . Un esempio tra i tanti, sono i Centri per le famiglie in Piemonte, che così come sono stati delineati nelle linee guida regionali , sono espressione di un welfare plurale e diventano laboratori di partecipazione e di incontro tra i cittadini e dei cittadini con le istituzioni .

L’esigenza sentita ed espressa in questa riflessione è quella di presentare una esperienza per fornire alcune suggestioni, per ripensare al ruolo e alla funzione degli spazi pubblici della città , come luoghi da abitare e come spazi da riempire di significati , in cui costruire insieme (cittadini , Istituzioni ,terzo settore) esperienze di bene comune e di qualità dei legami sociali così importanti per contrastare le derive di sfiducia e rabbia presenti in questo tempo prolungato di crisi.

Siamo ancora dentro alla crisi, crisi di natura economica-finanziaria ma anche sociale e politica , la povertà e la vulnerabilità sociale interessa fasce ampie di popolazione ,il 62° rapporto Censis ce lo ricorda , ma accanto ai dati sconfortanti del Censis sono in crescita “altri modi e altri mondi” fatti di solidarietà e di integrazione , di desiderio di promuovere e di vivere il bene comune .

Diventa sempre più difficile offrire ai cittadini che si rivolgono ai Servizi Sociali opportunità per il riscatto e

l’inclusione sociale nel tentativo di fronteggiare le varie manifestazioni del disagio individuale e collettivo .

L’impasse operativo e il carico emotivo insieme al senso di impotenza generano frustrazione in chi è chiamato ad agire un ruolo di aiuto, spesso in condizioni di urgenza.

 

Anche per gli operatori dei Servizi Sociali non è possibile non fare i conti con la crisi …una crisi che può svolgere una funzione importante se ci obbliga a chiederci… cosa conta davvero e ci sta a cuore ?

All’interno di questa cornice diventa necessario ripensare al welfare, cioè alla forma e alla qualità che vogliamo dare alle nostre relazioni e ai nostri legami e quindi alla qualità della nostra vita.

Le protezioni costruite nel passato – il welfare– non sono più sostenibili per la mancanza di risorse; ma in contemporanea sembrano offuscate anche altre risorse quali: le relazioni, la socialità, la prossimità, la solidarietà. Oggi ci ritroviamo doppiamente vulnerabili proprio mentre i bisogni di cura aumentano:

l’allungamento della vita media, la cronicità, la necessità di conciliare i tempi di lavoro e della famiglia e cura dei figli, l’aumento del disagio psichico, il crescente abbandono scolastico, la disoccupazione.

La crisi ci costringe a ragionare in modo diverso da quanto fatto in passato perché il mondo è diverso . Dentro ai Servizi alla persona, negli anni è avvenuta la crescita di un sistema che invece che riprodurre corresponsabilità diffusa ha centralizzato e delegato all’Istituzione e poi esternalizzato al mercato, trasformando le persone in clienti, erogando prestazioni standardizzate ,ma in realtà anche oggi non possiamo fare a meno del welfare che deve essere ripensato alla luce della crisi .

Cos’è il Welfare?

Il welfare è una prova di civiltà e di umanità che mette al centro la solidarietà e la rende istituzione; il welfare è un patto dentro il grande patto della democrazia che si fonda sui pilastri della partecipazione e corresponsabilità, ma è necessariamente plurale e va costruito insieme.

Oggi il sistema di protezione così come era stato pensato allora- per una piccola porzione di popolazione che cadeva in stato di bisogno- sembra non riuscire più a rispondere ai bisogni sempre più complessi e trasversali di persone, delle famiglie e dei gruppi.

Quale welfare auspichiamo per noi e per i nostri figli ? quando parliamo di welfare ci riferiamo al benessere e alla qualità di vita delle persone, alla loro sicurezza e serenità che si esprime in una comunità locale capace di prendersi cura dei più deboli e indifesi e di fare legame e creare reti per affrontare i bisogni collettivi , ma al tempo stesso sappiamo realisticamente che in questo tempo di crisi un processo di innovazione delle pratiche professionali è necessario e improrogabile .

Oggi abbiamo bisogno di ripensare a come uscire da questa empasse e la crisi costituisce paradossalmente una opportunità di rinnovamento anche per i servizi socio-educativi. Molto dipenderà da quanto – congiuntamente a livello personale, delle organizzazioni, delle comunità e dei territori – si avrà il coraggio di cambiare prospettiva e di adottare nuove pratiche in termini di produzione di valore socialmente condiviso .

La produzione di valore socialmente condiviso è un risultato del welfare generativo

 Alcune esperienze in diverse parti di Italia e i progetti realizzati a livello locale ci inducono a sviluppare ulteriormente il pensiero e le azioni verso un welfare generativo. Con questa ottica al centro del ragionamento c’è la produzione di valore in termini collettivi , il welfare è un valore indivisibile, un valore da co-progettare, co-costruire -condividere, pertanto dovremmo adottare logiche più ampie, trasversali e soprattutto relazionali che ci obbligano all’interdipendenza . Il modello proposto dal welfare generativo è un ’invito a pensare sul lungo periodo, adottando come orizzonte la vita di chi verrà dopo di noi .

Da soli è difficile produrre cambiamento, perciò la generatività porta a mobilitare, a connettere ad includere a cooperare e costruire alleanze di senso che diventano …significato e direzione.

 

Cosa possiamo fare nel “nostro pezzo di mondo”?

 

La via per intraprendere un welfare generativo è un fare concreto, responsabile che rimboccandosi le maniche si traduce nel prendersi cura del qui e ora, del proprio pezzo di mondo, delle proprie relazioni a partire dalla consapevolezza che la libertà intesa come autonomia, cioè come autosufficienza è una pura illusione.

Si può costruire una nuova grande alleanza a partire dal riconoscimento della propria interdipendenza, cioè dal riconoscimento della propria debolezza e vulnerabilità; queste dimensioni diventano occasione per la riscoperta del reciproco bisogno di appartenere a qualcosa e a qualcuno, di appartenere a un luogo a una storia a una comunità ,un bisogno di essere riconosciuti, di essere ritenuti affidabili, di essere utili e al contempo di poterci fidare . Queste sono le fondamenta per riprogettare un nuovo welfare, ma anche un nuovo sociale e un nuovo spazio politico perché da qui è possibile ripensare la partecipazione e la cittadinanza.

Tutti ci sentiamo interrogati da queste questioni: come persone e come cittadini, e poi nell’ambito dei ruoli e funzioni che svolgiamo nel sistema dei servizi. Tutti i servizi, in particolare gli Enti locali sono chiamati sempre più a fare rete e a creare sinergie che possano attivare circuiti virtuosi di responsabilità e solidarietà, compito degli operatori sociali sarà quello di mettere in gioco le risorse dell’Ente di appartenenza, quelle della comunità locale, quelle individuali dell’utente e dell’operatore generando un circuito virtuoso di responsabilità e solidarietà .

In tempi come questi è necessario mantenere un orizzonte di progetto globale di intervento che non sia estemporaneo e che inneschi processi virtuosi di cambiamento e di empowerment personale e comunitario, senza per questo smettere di cercare e chiedere risorse .

Tutto questo può realizzarsi adottando un approccio volto a incrementare competenze di cittadinanza, per costruire nuovi scenari che diano senso all’operatività quotidiana e che generino opportunità in una prospettiva di network comunitario idoneo a promuovere politiche sociali territoriali concertate e condivise tra i diversi attori pubblici e privati, rispettando e valorizzando le reciproche identità e differenze.

 

Quali azioni perseguire :

  • – Attivare spazi di rielaborazione di un pensiero creativo, progettuale e promozionale nel lavoro sociale con particolare riferimento alle situazioni di emergenza e ad alta intensità emotiva, sviluppando capacità relazionali, resilienza e senso di efficacia
  • – Identificare e promuovere nei vari contesti organizzativi e territoriali strategie per costruire forti partnership locali, superando forme di autoreferenzialità, mettendo in rete competenze, nuove risorse ed idee che superino la standardizzazione degli interventi valorizzando la creatività e superando le logiche assistenzialistiche
  • – Individuare prassi operative per ripartire e condividere le responsabilità operative nei vari contesti organizzativi e tra la rete delle risorse territoriali
  • – Promuovere dibattito e nuova cultura sui temi del bene comune e del capitale sociale
  • – Individuare ambiti ove realizzare sperimentazioni di welfare generativo a livello locale

 

Di seguito viene presentata una esperienza di partecipazione dei cittadini , realizzata nei Centri per le famiglie del Consorzio Monviso Solidale in provincia di Cuneo nel periodo aprile-settembre 2017 .

I CENTRI PER LE FAMIGLIE E LE LUDOTECHE

La Regione Piemonte e le linee guida regionali

L’esperienza dei Centri per le famiglie nella Regione Piemonte nasce a seguito della legge regionale 1 del 2004 che all’art 42 prevedeva l’avvio e il finanziamento dei Centri per le famiglie ; a seguito dell’impegno finanziario della Regione sono nati diversi centri famiglia nel territorio regionale(DGR n.119-14118 del 22.11.2004 e dgr n.35 –2469 del 23.11.2015)

Con la DGR n.25-1255 del 4 .8.206 la regione Piemonte ha approvato le linee guida inerenti finalità e funzioni dei centri per le famiglie del Piemonte; linee guida che hanno fornito indicazioni precise per le scelte degli Enti gestori e hanno definito le priorità e i servizi essenziali che devono essere forniti all’interno dei Centri famiglie

Le linee guida regionali dopo l’approvazione con apposita DGR del 30.3.2015 del coordinamento regionale dei centri per le famiglie ha approvato le linee guida che descrivono i centri come” servizi che fondano la loro operatività sullo sviluppo di politiche e servizi innovativi per le famiglie e a sostegno della genitorialità; sono collocati nel sistema dei servizi territoriali e integrano e completano la rete di interventi offerti alle famiglie dai servizi sociali, sanitari ed ducativi e del privato sociale . Promuovono prioritariamente il ruolo attivo delle famiglie nella società; la famiglia attraverso le sue rappresentanze diventa interlocutore delle Istituzioni, i centri incardinati come snodo all’interno di un sistema di servizi, si qualificano come volano e promotori della rete territoriale dei servizi”

In specifico, il nucleo fondamentale degli interventi all’interno dei centri per le Famiglie, in linea con quanto previsto dalla L.R. 1/2004 ruota intorno alle seguenti principali funzioni :

–   sostegno alla genitorialità

– attività di consulenza

– mediazione familiare

– rapporti con associazioni ed organismi del III settore no profit

 

Il Consorzio Monviso Solidale : i Centri per le famiglie -le Ludoteche per bambini e genitori

È un Consorzio Socio-assistenziale di 56 Comuni in provincia di Cuneo con una popolazione di circa 170.000 abitanti, istituito nel gennaio 1997. Nel Consorzio i Centri per le famiglie prendono avvio nel 2006 a seguito dell’approvazione della legge regionale del 2004 e del finanziamento dei Centri approvato nel 2005, ma già nel 2003 era stata inaugurata la prima ludoteca per bambini e genitori. In seguito grazie ai finanziamenti della Regione Piemonte la ludoteca si è ampliata e ha dato origine ai Centri per le famiglie ; nel corso di cinque anni nascono nel territorio consortile e nei tre Comuni maggiori –Savigliano, Saluzzo e Fossano – tre Centri per le famiglie e relative Ludoteche per bambini e genitori a cui si aggiungeranno negli anni successivi altre 3 Ludoteche per bambini e genitori.

Le famiglie al centro …una lunga storia ….

I Centri per le famiglie nascono nel territorio del Consorzio grazie alla legge regionale 1 /2004 che aveva finanziato per alcuni anni la nascita dei Centri ; nel 2006 veniva inaugurato il CF di Savigliano, nel 2009 il CF

di Saluzzo, nel 2010 il CF di Fossano . Già nel corso degli anni precedenti, grazie ai finanziamenti dei Progetti transfrontalieri INTERREG, il Consorzio aveva realizzato una intensa attività di ricerca e di collaborazione con le Associazioni familiari del territorio, progetti che avevano permesso l’avvio di percorsi di partecipazione delle famiglie e di valorizzazione del ruolo sociale delle famiglie. Grazie a queste esperienze le famiglie sono diventate da subito interlocutori attivi dei Centri famiglie sedute attorno al tavolo di progettazione e di coordinamento dei Centri: nel corso degli anni la collaborazione non si è mai interrotta ma ha avuto bisogno di manutenzione, di una ripresa periodica delle volontà e delle scelte fatte a suo tempo ,di un aggiornamento sui temi e sui contenuti che hanno reso possibile lavorare insieme .

Le azioni e le attività descritte di seguito sono frutto del lavoro di 15 anni, delle scelte politiche del Consiglio di Amministrazione del Consorzio e dell’Assemblea dei Comuni, dell’Area Minori e Famiglie del Consorzio, dell’Equipe Operativa dei Centri per le famiglie.

Il ruolo dei Comuni

Il ruolo dei tre Comuni : Savigliano, Saluzzo e Fossano è stato determinante per la nascita dei tre centri in quanto non solo i Comuni hanno sostenuto la nascita di questi servizi ma hanno anche messo a disposizione risorse importanti che sono andate a cofinanziare le ludoteche e i centri ; risorse in termini di spazi tutti di proprietà comunale,risorse per le spese di gestione dei luoghi adibiti a ludoteche e centri famiglia , cofinanziamenti per la spesa del personale delle ludoteche per bambini e genitori ,una attiva partecipazione alla programmazione degli eventi , da sottolineare inoltre che anche negli anni di maggiore crisi delle risorse i comuni non hanno mai smesso di finanziare questi servizi e ne hanno sostenuto la continuità .

L’associazionismo familiare, le cooperative sociali, le associazioni di volontariato.

Altrettanto prezioso e insostituibile è stato il ruolo delle Associazioni familiari nel corso degli anni che hanno partecipato in modo attivo alla programmazione, alla gestione degli eventi, al cofinanziamento di attività alla messa a disposizione di risorse aggiuntive. Il ruolo delle cooperative sociali Proposta 80 e Armonia incaricate per la gestione delle attività attraverso l’appalto si è rivelato prezioso per le sperimentazioni introdotte, per la ricerca di nuovi finanziamenti, per la gestione delle attività di ludoteca .

La realizzazione delle linee guida regionali nel territorio del Consorzio

 Il Consorzio dal 2006 ha scelto di dare grande impulso ai Centri famiglia e Ludoteche, sviluppando una serie di azioni per realizzare in modo compiuto le indicazioni fornite dalle linee guida regionali . Nel corso degli anni dal 2003 al 2017 il Consorzio ha periodicamente realizzato azioni volte a favorire e sviluppare la partecipazione attiva dei cittadini ; le azioni intraprese nel corso del triennio 2015-2016–2017 hanno avuto alcune finalità :

1. implementare i servizi e le prestazioni a sostegno della genitorialità e per la cura dei legami familiari

2. dedicare tempo e risorse per una attività formativa e di aggiornamento per gli operatori dei centri famiglie

3. fare manutenzione e rinsaldare la rete dell’associazionismo familiare coinvolgendo le associazioni nelle attività formative

4. riavviare una collaborazione con il Consultorio familiare dell’ASL Cuneo 1 per favorire l’ integrazione dei servizi per le famiglie .

 

Abitare gli spazi delle città : una esperienza di partecipazione e cittadinanza attiva nei Centri per le famiglie ( materiale tratto dai documenti del Consorzio redatti da Filomena Marangi )

 

Era ottobre 2014 ,quando abbiamo ripreso il percorso iniziato nel 2005 e finalizzato alla crescita della rete delle Associazioni familiari ;il titolo del progetto “ fare sistema per un nuovo modello di welfare”, molte azioni sono state realizzate grazie a quel progetto che si è concluso a ottobre 2015 ; negli anni successivi i Centri famiglie hanno continuato a collaborare con le Associazioni familiari e di volontariato che si sono dimostrate molto impegnate nel collaborare con le Istituzioni .

Ad aprile 2017 grazie a un finanziamento della Regione Piemonte abbiamo scelto di riprendere e rinsaldare la rete con un percorso formativo che ha visto coinvolti operatori ,genitori, Associazioni familiari e di volontariato .Gli incontri sono stati finalizzati al monitoraggio e alla manutenzione della rete presente nel territorio, alla conoscenza reciproca, al confronto e allo scambio su cosa intendiamo nel nostro territorio ,per partecipazione, per fare rete,per nuovo modello di welfare orientato al bene comune .

Cittadini e operatori : una esperienza formativa per rinnovare la partecipazione

 Il percorso formativo rivolto congiuntamente ai cittadini aderenti alle Associazioni e agli operatori è stato preceduto da alcuni incontri rivolti solo agli operatori su come attivare percorsi di partecipazione nei Centri famiglie ( aprile –settembre 2017)

Alla prima fase del percorso che si è sviluppato in 32 ore complessive da aprile a settembre 2017 ,hanno partecipato al percorso formativo 12 operatori attivi nei tre centri per le famiglie; nella seconda fase l’attività formativa è stata estesa anche ai rappresentanti di 18 associazioni familiari presenti nel territorio consortile e alle Cooperative sociali Proposta 80 e Armonia che hanno aderito alla proposta formativa .

Alla luce di quanto descritto dalle linee guida della Regione Piemonte il percorso formativo rivolto agli operatori dei Centri famiglie ha perseguito l’obiettivo di fornire un percorso di rivisitazione della pratiche professionali in uso e di aggiornamento su due aspetti specifici contenuti nelle linee guida in particolare : Rapporti con associazioni e organismi del III settore no profit e Sostegno alla genitorialità e cura dei legami familiari . Le metodologie utilizzate sono state quelle della formazione attraverso i metodi attivi , sollecitando gli operatori alla “narrazione” e a un coinvolgimento attivo nella preparazione e conduzione dei laboratori   sui temi della partecipazione,della messa in rete ,della manutenzione delle reti sociali .

 

La parola ai cittadini : la partecipazione tra il dire …e il fare

 Gli incontri formativi per gli operatori e le associazioni familiari sono stati strutturati in questo modo : due incontri in plenaria per tutte le Associazioni che hanno aderito e per tutti gli operatori e due incontri in ogni Centro famiglie del territorio.

Il calendario :

12 maggio 2017 incontro in plenaria , 15 settembre 2017 incontro conclusivo in plenaria

Centro famiglie Fossano 12 giugno , 4 settembre – Centro famiglie Savigliano 7 giugno, 14 giugno,14 luglio Centro famiglie Saluzzo 18 maggio ,15 giugno,

1° incontro in plenaria :12 maggio ‘17

Presentazione delle linee guida regionali, il perchè di una scelta di un percorso formativo dedicato agli operatori ma allargato anche alle associazioni ; gli obiettivi individuati ,ovvero la messa in rete delle associazioni ,la ripresa di quanto realizzato nel 2015 con il progetto “fare sistema per un nuovo modello di welfare “

Che significato diamo alla parola “partecipazione “ ?:le associazioni familiari e gli operatori vengono invitati a dare un significato alla parola partecipazione ; emergono diversi significati e punti di vista che mettono in evidenza gli aspetti positivi e l’etica della partecipazione ,ma anche l’impegno e la “fatica” che la partecipazione attiva porta con sé .

Come fare manutenzione della rete di Associazioni e della propria associazione ? di seguito alcune indicazioni emerse dalla serata :

creare una rete di associazioni del territorio , essere inclusivi nei confronti di punti di vista diversi ,delegare compiti e doveri ai diversi membri dell’associazione,farsi da parte favorisce la partecipazione di tutti,riuscire ad accettare la diversità e la visione di altri,pensare a strategie per creare ricambio nelle associazioni,comunicare di più tra i membri dell’associazione,trasmettere la propria esperienza anche agli altri,creare un clima di piacevolezza e di benessere,creare gruppi di senior e junior,lavorare a sottogruppi,condividere un obiettivo,fare azioni concrete , avere soci che possano dedicare del tempo.

Gli incontri presso Centro famiglie di Fossano

Le Associazioni di famiglie che hanno partecipato : Hakuna Matata, La banca del tempo, Crescendo,CAV Fossano, Associazione donne africane .

12 giugno ;il 12 giugno gli operatori del Centro famiglie hanno presentato all’interno della Consulta delle famiglie del comune di Fossano ,le finalità del centro, le linee guida regionali e la proposta di una collaborazione attiva con le associazioni familiari ;l’incontro era finalizzato a far conoscere i diversi servizi e ad aggregare intorno al centro le associazioni interessate a collaborare attivamente con il centro famiglie e la ludoteca .

4 settembre ’17 i partecipanti suddivisi in 4 gruppi misti operatori-genitori sono stati invitati a giocare sulla costruzione di una scatola usando solo una mano ,quella non dominante,ogni gruppo aveva a disposizione pezzi di cartone ,scotch e forbici e avrebbero dovuto costruire la propria scatola                                                    l’obiettivo è stato sperimentare la cooperazione a fronte di una limitazione evidente di ognuno dei partecipanti ,per far emergere le strategie collettive che portavano ala costruzione della scatola                                                             , il gioco ha permesso di riflettere sulle strategie utilizzate ,sulle difficoltà e frustrazioni sperimentate ,sulla necessità della cooperazione per produrre un risultato finale .

Il confronto si è realizzato su alcuni aspetti :

1 difficoltà presenti nelle associazioni : confronto tra posizioni diverse che a volte genera difficoltà nella ricerca di soluzioni; abitudine ad essere fruitori passivi e non attivamente partecipi dell’associazione, scarso senso di appartenenza ,mancanza di responsabilità,di impegno e sacrificio,diffidenza e chiusura rispetto al nuovo,abbandono degli associati e scarso numero,difficoltà ad accettare le differenza ,tendenza a dare importanza al processo perdendo di vista l’obiettivo, eccessiva divisione dei compiti e competenze

2 strategie per stare meglio in associazione : ingaggiare nuovi associati attraverso contatti personali, spiegando le finalità dell’associazione in modo chiaro e concreto, individuare in modo più preciso il target a cui ci si rivolge permette di finalizzare meglio le azioni per raggiungere nuovi associati,curare maggiormente le relazioni all’interno delle associazioni,prestare attenzione alle motivazioni degli associati e non solo alle finalità da raggiungere ,l’associazione non è solo “fare”, ricordare che l’associazione è un sistema vivente che deve tenere conto dei cicli di vita degli associati e dell’associazione ,formulare proposte concrete e chiare rispetto alle azioni

3 come possono essere utili dei Centri famiglie alle aspettative delle associazioni: facilitando la costruzione della rete tra le associazioni,facendo conoscere le attività e i servizi del centro famiglie e Ludoteca ,programmando con cadenza regolare degli incontri per fare il punto sulle esigenze e bisogni del territorio ,presentando le iniziative in modo unitario, creando maggiore dialogo e sintonia tra le Istituzioni,organizzando corsi di formazione su alcuni temi di interesse : come ingaggiare nuovi associati, raccolta fondi, dinamiche per la gestione di gruppi,fare rete mantenendo l’identità della propria associazione, strategie e metodologie utili per crescere come associazione, tenuta dei contatti con i cittadini

 

Gli incontri presso Centro famiglie di Savigliano

le associazioni di famiglie che hanno partecipato : l’Altalena, Espansione Ludica, CAV Savigliano 7 giugno : I percorsi partecipativi -il confronto con i cittadini

1 come si partecipa ?

ci sono tanti modi diversi di partecipare ,dipende dalle motivazioni dei singoli, alcuni fanno tutto,altri fanno poco ,alcuni fanno solo qualcosa e non si può chiedere loro di fare altro, alcuni sono legati al loro ruolo all’interno dell’associazione e svolgono sempre gli stessi compiti, i singolo partecipano portando diverse motivazioni quindi : si partecipa come si può, con il tempo che si ha a disposizione , come si vuole perciò:è necessario imparare a tollerare chi non partecipa come noi e andare incontro alla differenze . Emerge dal confronto tra le associazioni che è più semplice partecipare su iniziative ed eventi specifici, su azioni concrete ; a volte si perde di vista e sembra più difficile recuperare il senso più profondo della partecipazione , è difficile condividere la mission dell’associazione , alcuni membri non soci fondatori che si sono aggiunti nel tempo fanno fatica a confrontarsi sulla mission e sul significato più profondo che ha fatto nascere l’esigenza dell’associazione

Come condividere la mission dell’associazione tra i vari soci ?

I più sensibili e attenti e i soci storici devono farsi portatori dei valori e degli obiettivi ricordando che l’associazione persegue i suoi obiettivi attraverso eventi specifici, trasmettere il senso di appartenenza . è stato necessario confrontarsi sul significato della parola partecipazione : cosa è la partecipazione ?

Qualsiasi cosa tu faccia in favore della cittadinanza ,la condivisione dei valori ,il fare la differenza, bisogno personale ,il condividere eventi cittadini tra associazioni e con le istituzioni,realizzare cose buone per gli appartenenti all’associazione; dare un contributo concreto per come ognuno può e vuole al raggiungimento degli scopi dell’associazione,fare qualcosa per gli altri e fare qualcosa per se stessi.

Si può partecipare in molti modi, ma c’è una differenza di fondo nella partecipazione come singoli individui e nella partecipazione come parte di una associazione, nel secondo caso si è portatori di valori condivisi portatori di una identità di gruppo, parte di un soggetto pubblico grazie al quale si possono avere risultati più efficaci rispetto alla partecipazione individuale. Spesso all’interno dell’associazione è difficile mettersi d’accordo e creare una rete di collaborazione efficace, questa difficoltà è emersa in tutte le associazioni

4 come definiamo la rete ideale?

È la rete capace di condividere le finalità,dove circoli fiducia, stima, amicizia, simpatia,la capacità di condividere momenti piacevoli momenti conviviali, cene insieme, il rispetto dei punti di vista,una efficace divisione dei compiti una rete non centralizzata ,una rete indipendente dal singolo nodo, capace di sostenere i crolli .Tutti concordano che momenti fondamentali sono quelli informali per costruire rapporti costruttivi,attenuare i conflitti,facilitare la relazione e la messa in comune dei valori

14 giugno : fare rete tra le associazioni -il confronto con i cittadini

perché mettersi in rete? per ottenere una maggior promozione dei propri eventi, c’è difficoltà a trovare associazioni disposte a mettersi in rete, per fare insieme un evento, per condividere risorse umane economiche e materiali , per partecipare insieme a bandi e a richieste di finanziamenti,per essere più visibili e forti a livello sociale

perché difficile mettersi in rete?

perché ogni associazione ha obiettivi diversi, se ci si mette in rete l’associazione rischia di perdere la propria identità, ci sono posizione e idee diverse tra le associazioni, a volte c’è una politica e una mission contrapposta tra le associazioni, la difficoltà a creare la rete di associazioni a volte dipende dalle persone che ne fanno parte .

3 cosa significa creare rete? avere collegamenti e punti a cui appoggiarsi in caso di bisogno, aderire ad eventi di altre associazioni, creare insieme un evento, condividere idee e valori, integrarsi tra le diverse associazioni, mettere in contatto le persone delle diverse associazioni,informare i giovani e far conoscere le diverse associazioni del territorio.

Si prosegue sulla riflessione che esistono due tipi diversi di rete : quella dell’emergenza e quella che ha come obiettivo la rete stessa con una struttura precisa che salvaguarda la democrazia e l’ uguaglianza all’interno della rete ,dopo il confronto tra i presenti il gruppo arriva a definire la mission della rete : “creare un ambiente in cui ogni persona si senta protetta ,supportata e ascoltata nelle sue diversità”.

Si è creato un ricco scambio di idee con il desiderio di incontrarsi nuovamente per il piacere di condividere un momento conviviale come la cena e il gioco in scatola, anche per il piacere di conoscersi meglio e conoscere gli obiettivi specifici delle altre associazioni . il programma deciso è di incontrarsi una terza volta in luglio e successivamente 1 volta al mese presso le diverse sedi delle associazioni per strutturare la rete e lavorare insieme sugli obiettivi.

Gli incontri presso Centro famiglie di Saluzzo

Le associazioni presenti: Naturalmente interconnessi, Airone, La Scintilla, Mai + sole, Penelope, ARVEL

,Esserci, Espansione ludica, Arcobaleno fit , Segnal’ etica, Ufficio famiglia diocesano

18 maggio la storia dei Centri famiglia in Piemonte e nel Consorzio , presentazione delle linee guida regionali Come far in modo che i centri famiglia diventino sempre più contenitore dove trovare risposte per le famiglie

? e come fare a realizzare una buona integrazione tra attività dei centri e le proposte delle associazioni .dal dibattito emerge che è necessario ottimizzare proposte e risorse,bisogno di comunicare maggiormente tra tutti per condividere ciò che viene fatto e offrire più opportunità alle famiglie,creare una rete in cui possano circolare meglio le informazioni, creare delle possibilità per partecipare insieme ai bandi, coinvolgere nuove associazioni presenti nel territorio, creare un mercatino di libri usati

le proposte dei cittadini :

creare un gruppo facebook,creare un gruppo whatsapp destinato unicamente a far circolare le informazioni sugli eventi espansione ludica porterà le sue attività anche a Saluzzo, anche ARVEL vorrebbe portare nel suo comune questa attività; airone da settembre aprirà uno sportello informativo sull’autismo e disabilità intellettiva presso il centro famiglie , si alterneranno un genitore, uno psicologo, un avvocato; mai+ sole conferma il proprio sportello, arcobaleno fit mantiene l’idea di uno sportello Doula in autunno e proporrà un corso di ginnastica dolce dopo il parto

15 giugno aggiornamento su quanto già deciso la volta precedente :

il gruppo whatsapp funziona adeguatamente allo scopo per cui è nato si decide di creare il gruppo facebook e Luisa T. sarà l’amministratore ,il nome del gruppo sarà “associazione in rete “

;airone conferma la propria disponibilità per lo sportello,naturalmente interconnessi propone una openday nel castello di Lagnasco, Airone propone una giornata del volontariato in aprile 2018; l’ufficio famiglia della diocesi di Saluzzo si presenta e presenta le proprie attività ;Penelope presenta l’evento dei propri 10 anni di attività con laboratori didattici e l’utilizzo di un telaio gigante ,ARVEL racconta una esperienza positiva fatta nelle scuole di Revello con la narrazione di fiabe in lingua madre .

 

15 settembre Conclusione del percorso formativo in plenaria

La serata inizia proponendo una attività di gioco su alcuni temi e contenuti che sono stati segnalati dalle associazioni come problematici : la comunicazione, la cooperazione,la competizione ,fare rete .

Vengono scelti quattro giochi in scatola e i partecipanti vengono divisi in quattro gruppi che giocheranno insieme nella prima mezz’ora ; l’attività permetterà di mettere in evidenza alcuni temi che vengono esplorati poi insieme da tutto il gruppo : la comunicazione tra i soci, la cooperazione tra soci ,la competizione tra soci

,fare rete all’interno dell’Associazione e con altre Associazioni . Vengono scelti 4 giochi in scatola adatti a esplorare i temi ; il gioco farà emergere una serie di riflessioni che i gruppi affronteranno a conclusione della serata e che riguardano i nodi insiti nell’esperienza delle Associazioni e le difficoltà delle esperienze partecipative .

 

Cosa si aspettano le Associazioni familiari e di volontariato ?

Ai partecipanti è stata posta la domanda : come possono i Centri per le famiglie e gli Operatori sociali- educativi sostenere le Associazioni nei loro percorsi .

Le proposte delle Associazioni :

Associazioni Fossano

Necessità di organizzare altri momenti formativi per ingaggiare nuovi soci e persone interessate Creare cordate di associazioni per accedere a bandi e finanziamenti

Organizzarsi in modo di incontrarsi con regolarità (tavoli di coordinamento dei centri famiglie ) Fare rete per costruire un pensiero comune

Associazioni Saluzzo

Mantenere attivo quanto si è condiviso nelle serate di formazione : attraverso il gruppo facebook ”associazioni in rete” così pure il gruppo wathsapp per facilitare le comunicazioni ;consolidare il programma di collaborazioni integrate tra le Associazioni e il Centro famiglie con i vari sportelli e le iniziative già messe in rete .

Associazioni Savigliano

Si è lavorato su cosa vuol dire fare rete ,su quale può essere la mission della rete , su come costruire un percorso comune tra le Associazioni senza perdere la propria identità .

Le proposte operative emerse per concludere e proseguire la collaborazione nei prossimi anni

Organizzare altri momenti formativi per le Associazioni per fornire strumenti operativi e strategie efficaci per gestire alcune dinamiche

Aprire una pagina facebook per le Associazioni appartenenti alla rete delle reti Organizzare ogni anno dei momenti collettivi aperti a tutte le Associazioni del territorio

Creare dei sottogruppi su tematiche condivise a cui le diverse Associazioni si possono iscrivere e partecipare Cercare di costruire un manifesto unico delle attività evitando repliche e doppioni

A conclusione della serata è stato richiesto ai partecipanti …come state ? i commenti dei presenti …

 

Rilassata                             divertita                          pensierosa                sollevata

Spaesata                           serena                             sollecitata               accompagnata             Soddisfatta                                      incuriosita                       non mi sento più sola           speranzosa        Motivata alla ricerca          

tante idee che frullano nella testa        all’inizio di un percorso Ottimista                              contenta perché siamo in tanti                  carico

Stimolata                           positiva                        partecipativa                  Kinsugi

 

Alcune riflessioni conclusive

Ideare e partecipare a un percorso formativo che ha coinvolto Operatori e Associazioni familiari è stata come era già avvenuto in passato una esperienza molto piacevole, ricca di stimoli ,che ha confermato la validità di una scelta strategica contenuta nelle linee guida regionali ovvero lavorare per fare rete e fare manutenzione periodica della rete costruendo un confronto e un pensiero condiviso con le associazioni e gli organismi del terzo settore .

Insieme abbiamo condiviso significati e punti di vista ,abbiamo affrontato temi seri e impegnati ,abbiamo sognato una comunità locale a misura di persone ,abbiamo giocato e mangiato insieme, perché anche questi momenti costruiscono la comunità che noi vorremmo ; una comunità fatta di reti di solidarietà dove nessuno venga escluso o si senta solo ,dove chi ne ha bisogno possa trovare un riferimento e l’ascolto necessario per superare una fase critica della vita e riprendere il cammino . Abbiamo abitato gli spazi delle città portandoci a casa la ricchezza dei legami sociali e la consapevolezza di essere parte insieme a tanti , del capitale sociale del territorio.

 

Autrice dell’articolo :

Filomena Marangi – Assistente Sociale Specialista CROAS Piemonte – Formatrice – Esperta di politiche e Servizi per le famiglie e in Servizi per lo sviluppo di comunità – Collaboratrice del Consorzio Monviso Solidale- Consulente e Mediatrice Familiare – Conduttrice di Gruppi per genitori – Conduttrice di laboratori di teatro sociale e di comunità. e mail : filenamarangi@gmail.com

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