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Cosa significa per me crescere?

Ed eccoci qui al consueto appuntamento settimanale con l’articolo sul tema del mese!

Ci ha piacevolmente sorpreso una studentessa da noi conosciuta durante il convegno A.s. sei social? a Torino, che ci ha inviato con intraprendenza il suo contributo sul verbo crescere!

Lei è Nicole Masieri!

Per presentarvi chi è, vi riportiamo le parole da lei stessa scelte per descriversi “Sono una ragazza, studentessa sempre di corsa. Mi reputo una persona capace di stare in gruppo ma anche da sola. In ciò che faccio ci metto veramente tanta passione, determinazione e divertimento, ho un carattere forte, molto espansivo e solare ma allo stesso tempo sono estremamente riflessiva. Mi passano per la testa tantissimi progetti e idee; se mi dovessi descrivere con tre aggettivi direi: determinata, ambiziosa  ed estroversa. Sono una persona entusiasta, curiosa, con la voglia di fare e pronta ad affrontare i cambiamenti con il giusto spirito. Allo stesso tempo sono cocciuta e a volte troppo direttiva. Con me stessa sono abbastanza severa e pretendo tanto”

Siete pronti a lasciarvi trasportare dentro il suo percorso di vita?

Ringraziamo ancora Nicole per il dono ricevuto e condiviso, e auguriamo a voi buona lettura!

 

Cosa significa per me crescere?

Se cerco il significato del verbo crescere mi compare, fra i tanti, quello che, secondo me, appartiene di più al mio pensiero: “Progredire, perfezionarsi, migliorarsi. Trasformarsi, evolversi”.

Sono in un momento di transizione all’interno di un percorso di crescita, al fine di raggiungere uno dei miei obiettivi: la laurea magistrale in Disegno e Gestione degli Interventi sociali a Firenze.

Finita la triennale a Genova, un’ora e mezza da casa mia, ho preso una scelta audace: intraprendere l’ultimo percorso Universitario a Firenze, a quasi 500 km da casa, dalla mia famiglia, dai miei amici…dal mio habitat sicuro.

Questo percorso, durato due anni, sotto l’aspetto personale, mi ha permesso di scoprire e conoscere parti di me molto fragili, ma altrettanto coraggiose. Ma, forse, il dono più grande è stato poter ricevere una visione più ampia, completa e interdisciplinare del lavoro dell’assistente sociale.

Ho sperimentato il significato di vivere da sola e con sconosciuti, le responsabilità di una casa, una realtà nuova e molto lontana da me e dal paese in cui sono nata. Ho affrontato tante paure, ansie che prima di allora non conoscevo. Ho imparato a conoscermi e a superare i miei limiti, cercando sempre di rispettare il mio modo di essere. Gli ostacoli mi hanno permesso, in questo modo, di affinare e perfezionare le sfaccettature del mio carattere.

In due anni mi sono trasformata in una donna, anche se ammetterlo è difficile; allontanandomi dall’idea di “essere studentessa” e avvicinandomi all’idea di “essere professionista”.  Ho imparato tantissimo, ho sperimentato esperienze che in altro contesto non avrei potuto fare, mi sono confrontata con chi aveva idee simili alle mie, altre completamente distanti da me.

Questi due anni mi hanno fatto capire l’importanza di mettersi in discussione, di cambiare idea, motivando sempre di più la mia curiosità verso il mondo. Ho conosciuto una Nicole capace di allontanarsi dal gruppo e tentare, rischiando di non essere compresa e capita. Sono riuscita a comprendere, nella loro vera essenza, i sacrifici della mia famiglia, ma soprattutto a non darla per scontato nella mia vita. (Ma non ditelo a mia mamma 😉 )

L’Università mi ha donato tanto: ho conosciuto un agire professionale nuovo, innovativo e allo stesso tempo tutti i colori e le sfumature che compongono il Servizio Sociale. Ho avuto la possibilità di osservare e imparare metodi di lavoro, cercando passo a passo di creare il mio. La possibilità di conoscere tantissimi professionisti, non solo mi ha gratificato sul lato personale, ma mi ha resa ancora più soddisfatta del percorso che ho scelto di intraprendere cinque anni fa.

Crescere è fare tesoro del proprio sapere, potenziandolo, continuando ad imparare. Crescere è la capacità di elaborare ragionamenti, utilizzando gli strumenti forniti, trasformandoli in conoscenze e opportunità. Crescere è migliorarsi, come persona e futura professionista del sociale. Crescere è la bramosità che mi spinge a comprendere e aiutare le persone. Crescere è pormi degli obiettivi, sbagliare ed essere autocritica nella valutazione di questi. Essere critica nei confronti di ciò che mi circonda, ragionando su possibili strategie di cambiamento.

Questo tassello sta per concludersi, aprendo un portone di opportunità, esperienze, conoscenze, sempre accompagnate dall’entusiasmo e dalla determinazione che mi dirigo al pensiero e all’agire ogni giorno. Per me crescere significa tutto questo, con l’idea e la speranza che tra qualche anno assumerà altre rappresentazioni, valorizzando quello che ho costruito finora. Sono cresciuta, sto crescendo e crescerò ancora, facendo bagaglio sicuro del mio passato e creandone uno nuovo per il mio futuro.

Grazie per avermi dato l’opportunità di ripensare ed elaborare il percorso che ho fatto, probabilmente sarebbero rimasti tanti pensieri confusi con il rischio di disperderli nel tempo. Scrivendovi mi avete permesso di unire i fatti, traendo le conclusioni essenziali. Fra qualche anno, forse, leggendomi, sarà possibile riportare a mente questo indimenticabile percorso di crescita. Tra un sorriso e l’altro, la lacrimuccia non mancherà.

Buon lavoro, Nicole.

 

 

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