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Rischio e rischio naturale

Questo mese concludiamo con un ospite speciale! 

Ultimo contributo sul tema del rischio donatoci da una stimata collega, Monica Forno, Assistente sociale libero professionista, presidente AsProc, formatrice, counsellor e socia dell’Istituto CHANGE di Torino!

Addentratevi nella lettura e scoprite con noi come la cultura del rischio possa divenire una virtù!

Grazie ancora President per aver risposto alla nostra chiamata allo scrivere e buona lettura a tutti voi!

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Trattare il concetto di “rischio” in poche battute e provare a tratteggiarne brevemente il contenuto, richiede innanzitutto una riflessione su quale dei suoi variegati significati concentrare lo sguardo, poiché pochi altri sostantivi si prestano come questo a così tante definizioni, ambiti e interpretazioni differenti.

La quotidianità di ogni individuo è permeata da uno strato di rischio e questo esercita la sua influenza nella vita di ciascuno anche se la percezione è estremamente soggettiva, come pure il valore che se ne attribuisce.  Atti rischiosi stigmatizzati in certi sistemi di vita e in certe epoche possono viceversa diventare atti di valore ed emulazione in altri ambienti e in culture diverse; se per alcuni infatti la connotazione di rischio è meramente negativa, per altri è sinonimo di eroismo, tenacia e intraprendenza.

L’uso stesso del concetto di rischio e della sua percezione, si sono progressivamente evoluti nel tempo anche a causa dei mutamenti della società, a nuove scoperte e apprendimenti, alla trasmissione di esperienze nei sistemi di vita e nei gruppi sociali.

Basti pensare a come nella vita quotidiana il termine “rischio” pervada il linguaggio comune (rischio calcolato, correre il rischio, rischiare il tutto per tutto, rischio per la salute, rischio di esporsi e cosi via…) connotando situazioni ed esperienze estremamente diverse tra loro che spaziano dall’ambito economico, a quello assicurativo, sociale, sanitario, ambientale, calamitoso.

Volendo quindi riassumere e generalizzare, due sono le macro categorie in cui far rientrare il concetto di RISCHIO: il rischio in conseguenza di un atto umano e quello presente in natura.

In ques’ultima fattispecie, il termine rischio indica la possibilità che al verificarsi di determinate condizioni e fenomeni naturali vi possano essere effetti dannosi alle persone, ai territori e alle strutture; rischio quindi inteso come effetto di un evento pericoloso e la cui stima dei possibili danni definisce il grado di vulnerabilità.

Tutto il territorio italiano è esposto a molti rischi naturali ed è importante che  ognuno di noi si senta coinvolto nel conoscerne le possibili conseguenze , apprendendone elementi di  vigilanza e possibili comportamenti da adottare in un’ottica di maggiore sicurezza.

Non soltanto chi opera in situazioni di emergenza,  o in scenari post calamitosi, deve sapere come rapportarsi con il rischio; tutti hanno il preciso dovere, che può divenire anche opportunità, di poter conoscere meglio, informarsi e apprendere semplici nozioni di sicurezza sfruttando anche le conoscenze derivanti dalle passate esperienze.

Condividere i saperi e imparare quali comportamenti adottare in situazioni di rischio naturale, permette agli individui di diventare consapevoli dei possibili danni, perdite, incertezze e ulteriori pericoli possano da questi derivare.

Dal concetto di ineluttabilità di certi rischi si passa così alla possibilità di governarne almeno alcuni effetti, la cosiddetta “gestione del rischio”.

E’ proprio la conoscenza e la consapevolezza che permettono di trasformare la cultura del rischio da qualcosa da temere e demonizzare ad una situazione che in virtù di una migliore conoscenza si può imparare a gestire e prevenire, un processo fatto a tappe: dal pericolo, al danno, alla conoscenza, giungendo alla consapevolezza, alla prevenzione con risultato finale una migliore protezione.

La grossa sfida, pertanto, è che la consapevolezza del rischio non resti fine a se stessa ma che venga orientata anche con campagne apposite (“Io non Rischio” Dipartimento Protezione Civile) verso azioni concrete, un’appropriata vigilanza, prevenzione e apprendimento di buone pratiche per la sua riduzione, in un concetto: la limitazione del rischio.

 

 

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