cactus Agevolando

Summer time…and the livin’ is easy (?)

 
 Agosto è proprio un mese strano, sorprendente e quasi magico.
Se si ha la fortuna di avere un lavoro e il modo di andare in vacanza , Agosto senza dubbio sà di calma riposo, relax e libertà ma se si è costretti a vivere il vuoto della città in un momento di difficoltà o di crisi  Agosto può anche portare con sé sentimenti di solitudine, fatica e sensazioni proprio poco piacevoli!

Un mese bello, ma complicato…un po’come i 18 anni !

Vi abbiamo già raccontato a Luglio di Agevolando, nel nostro articolo del 3° lunedì del mese,  ma a proposito di sorprese …tadaaaaaaà eccoci qui , anche se avevamo promesso di sospendere la nostra presenza sul web e sui social ad Agosto ! 

Ci è giunto in dono, inaspettatamente, il contributo di Sonia Gentile, referente per Agevolando Torino, sul tema dello scorso mese “la crisi”  e non potevamo non pubblicarlo … a questo punto con una doppia categorizzazione “CRISI” e  “SORPRESA” !

Abbiamo incontrato Sonia poche settimane fa per saperne qualcosa di più sulle attività  ed i  progetti in favore dei neo- maggiorenni in Torino e provincia, e abbiamo colto subito il suo spirito da Guerriero della Luce e la passione che mette nel contribuire, con Agevolando, a far sì che i diciottenni in “dimissione” dai percorsi di tutela non si trovino soli ad affrontare il futuro  spirito, sognante critico e combattivo,  che ci ha confermato regalandoci  al volo, poco prima prima di partire per le sue meritate ferie il suo contributo  estivo!

Buona lettura estiva a tutti voi e Grazie Sonia !


Summer time…and the livin’ is easy (?)
E’ l’ultimo giorno di luglio e sono qui a “preparare” le vacanze, quelle di tutta la famiglia!
Non siamo dei grandi pianificatori e, (pur) sapendolo, quest’anno ci siamo infilati in un viaggio abbastanza a doppio taglio! E sono in crisi, ovviamente: l’ennesima dopo quella attraversata per la scelta del tipo di vacanza, della meta, dell’itinerario, della roba da mettere in valigia…ciascuna delle quali si ripropone ogni volta che la stanchezza mi assale.
Di fatto decidere mi manda in crisi, da sempre (e forse per sempre).
Ho spesso pensato al perché di tale limite, che dubito sia esclusivamente mio.
E la risposta che spesso mi sono data è che non sono stata mai abituata a scegliere e decidere, in un ambiente protetto come può essere quello famigliare.
Si, perché secondo me a scegliere  ci si deve allenare: a valutare, ponderare e pure sbagliare senza che per questo ci caschi addosso il mondo o l’autostima.
Ai tempi della mia gioventù qualcuno lo ha sempre fatto al posto mio; salvo poi scomparire in drammatiche circostanze proprio nel momento in cui per lo Stato Italiano avrei dovuto fare scelte importantissime!
I miei 18 anni: festa a sorpresa dai compagni di classe, interrail d’estate,…; tutto molto figo, ma complicato!
Nel tempo ho imparato che i cambiamenti fanno parte della vita. Spesso sono vitali, bramati, sudati, meritati, altrettante volte subiti. Derivano da una crisi, che magari non riguarda direttamente noi, e spesso mandano in crisi, direttamente noi… Un effetto domino, quando mi piacerebbe poter parlare di dominio: dell’ansia, dell’ignoto, della tristezza per quanto perduto, della rabbia, della sensazione di sentirsi persi fra un passato cambiato ed un futuro da costruire…
C’è differenza fra un cambiamento, una crisi subita ed una in qualche modo cercata?
Di fatto credo che lo stress cui si va incontro sia lo stesso, derivante possibilmente da emozioni diverse.
Ecco, la crisi per me: un’eruzione di emozioni che volente o nolente non possono (e forse non devono) essere contenute. Un momento di caos da affrontare per poter poi riordinare quello che realmente pensiamo e sentiamo possa servire a creare un nuovo equilibrio. La crisi per me è momento di forte umanità, in cui bisogna guardarsi dentro, ascoltarsi, ma senza perdersi…e qui sta la grande sfida.
Probabilmente, sulla forza che ci permette di non perderci sta la differenza fra l’affrontare un cambiamento, una crisi subita ed una in qualche modo pianificata. A quest’ultima dovremmo arrivarci in qualche modo più pronti, dunque più forti, o comunque più consapevoli. Mentre una situazione di stress improvvisa, non pianificata può mandarci veramente in crisi.
Però poi mi chiedo: è possibile pianificare una crisi? A ciascuno la propria risposta e la valutazione di eventuali manie di controllo generali!
Faccio volontariato per AGEVOLANDO, un’associazione nazionale con una sede anche a Torino.
Ci occupiamo dei grandi temi che riguardano ragazzi neo-maggiorenni che hanno vissuto fuori famiglia e che presto devono affrontare la vita in maniera autonoma; spessissimo parliamo di resilienza, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà; un momento di crisi, insomma.
I ragazzi hanno identificato nella pianta di cactus il simbolo dei loro passati e dei loro sogni per il futuro: la pianta resiliente.
Il cactus lo innaffiamo (poco, eh) ma la nostra resilienza possiamo allenarla, farla crescere a poco a poco? Anche a questa domanda ho poche risposte e molte suggestioni. Per esempio, non credo che la resilienza sia coltivabile in seno a situazioni drammatiche, ma solo nel corso di un processo più o meno lungo che da queste porta ad una crisi e ad un seguente ripristino di un nuovo equilibrio. L’unica caratteristica che secondo me si può allenare è la capacità di affrontare l’imprevisto, questo sconosciuto, giustamente, se no che imprevisto sarebbe?): di non colpevolizzarsi per questo, di non cercare di incolpare nessuno e di affrontarlo accettando il turbinio di emozioni che in maniera sana deve portarci dall’altra parte del momento di crisi. Ma il tutto deve avvenire in maniera graduale, perché una crisi è faticosa, stanca quando non devasta.
E poi non si deve rimanere o essere lasciati soli.
Ciascuno affronterà la situazione a suo modo, ma deve poter contare su una buona rete di sostegno. – Ciascuno si salva da solo, se non è da solo – lessi non ricordo più dove.
Facile a dirsi, certo. Già più complesso a spiegarsi, ed ancora più indefinibile ad applicarsi!
A proposito di applicazione, torno ora alle mie valigie ed al nostro itinerario interrail, per un mese, con i nostri due bimbi, da Torino ad Istanbul e ritorno (torneremo?). Sarà di sicuro un bell’allenamento!
Sonia Gentile
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