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Riappropriandoci del nostro Diario di Bordo cominciamo il mese di Aprile con un nostro contributo, a suo modo calzante con il tema dell’apprendimento!

Vi raccontiamo un progetto di cui siamo orgogliosissime e nel quale crediamo molto, un processo creativo, ma anche un’occasione per apprendere qualcosa di se stessi e del proprio gruppo di lavoro!

Vi sveliamo una parte del percorso che ci ha viste coinvolte in prima persona tra il 2017 ed il 2018!

Se la domanda “che cosa possono fare arte e coaching per le organizzazioni , le aziende e i contesti lavorativi ?” , vi incuriosisce …forse non dovreste prendere impegni per Venerdì 13 Aprile e dovreste organizzarvi per venire a trovarci !

Per chi non potrà esserci avrete presto altre notizie!

Buona lettura


CHIAMATA ALLE ARTI!

– seconda edizione –

Arte e coaching : processi creativi al servizio dei contesti lavorativi

 

 

L’arte ed il Coaching condividono gli stessi valori: espressione di sé, creatività, scoperta, condivisione intima; e ancora: l’esserci, hic et nunc, l’assenza di giudizio e l’autenticità.

Sulla base di questa convinzione 8 coach del Coaching Club Piemonte Associazione Italiana Coach Professionisti  hanno ideato il progetto Chiamata alle Arti! un nuovo modo di approcciarsi alla formazione ed al benessere lavorativo, dove arte e contesti di lavoro beneficiano reciprocamente delle proprie risorse e potenzialità, grazie e per mezzo del coaching!

Nel 2017 il team del Coaching Club Piemonte di AICP ha affrontato una procedura di selezione delle proposte artistiche ricevute, ha seguito l’incontro tra artisti e contesti lavorativi, ed ha divulgato l’opportunità progettuale ed il “buon coaching” durante un evento patrocinato dal Comune di Torino avvenuto il 21 Maggio 2017.

Da allora 4 degli 8  progetti sono stati realizzati in Piemonte con il coinvolgimento di

Gli artisti hanno avuto l’occasione di approfondire la propria identità, in percorsi di scoperta del proprio potenziale e di ricerca di una strategia volta all’impiego dell’Arte al servizio di un contesto lavorativo.

Le imprese che hanno scelto di beneficiare del progetto, attratte da un particolare tipo di espressione artistica, hanno a loro volta avuto occasione di raggiungere i propri obiettivi di benessere, come ad esempio consolidare il proprio brand, definire l’identità dei team presenti al loro interno, esplorare la natura e la forza delle relazioni dei soggetti partecipanti, valutare e migliorare le strategie interne di efficacia e visibilità, confrontarsi con la leadership, ed altro ancora.

La professionalità e l’etica dei coach AICP del Piemonte ha costituito l’opportunità per i partecipanti al progetto di sperimentare benefici e potenzialità del coaching.

Il team lavora da anni alla propria crescita professionale, alla formazione continua, a progetti sfidanti che abbiano riscontri significativi e duraturi per la società e per le sue componenti attive, e ovviamente alla divulgazione del buon Coaching.

L’anno scorso l’evento è stato un successo !

Per scoprire i contenuti del progetto e per capire se percorsi simili sarebbero calzanti ed utili al vostro team di lavoro, non c’è occasione migliore di partecipare all’evento conclusivo di questo percorso!

In qualità di socie di AICP Piemonte vi invitiamo quindi ,anche quest’anno, all’evento di  presentazione dei risultati del progetto :

Venerdì 13 aprile dalle ore 18.00 alle 21.00

presso il Centro Interculturale di Torino

Con il patrocinio del Comune di Torino, all’evento interverranno il Responsabile Regionale AICP ed i rappresentanti dei contesti lavorativi coinvolti, per offrire ai partecipanti le testimonianze dirette di chi ha già beneficiato dei percorsi dedicati !

Come partecipare? è sufficiente registrarsi su EVENTBRITE!

Vi aspettiamo !

 

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#LUOGHICOMUNI https://www.assistentisocialionline.it/luoghicomuni/ https://www.assistentisocialionline.it/luoghicomuni/#respond Tue, 20 Mar 2018 16:50:31 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1164   Il mese dell’orgoglio è Marzo …senza dubbio!  Orgoglio di essere assistenti sociali , di essere libero professioniste, di essere socie, di essere …entrambe così matte, avventate e appassionate ma anche orgogliose della nostra professione da volerla comunicare in tutti i modi !  Vi raccontiamo riappropriandoci del Diario di Bordo,  proprio oggi 20 Marzo2018, #wswd2018 giornata mondiale […]

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Il mese dell’orgoglio è Marzo …senza dubbio! 

Orgoglio di essere assistenti sociali , di essere libero professioniste, di essere socie, di essere …entrambe così matte, avventate e appassionate ma anche orgogliose della nostra professione da volerla comunicare in tutti i modi ! 

Vi raccontiamo riappropriandoci del Diario di Bordo,  proprio oggi 20 Marzo2018, #wswd2018 giornata mondiale del servizio sociale, un progetto a cui lavoriamo da tempo,

che oggi fà il suo debutto sul web e che ci riempie di orgoglio :

la  puntata zero della web serie #LUOGHICOMUNI! 

…BUONA VISIONE !!!

Perchè abbiamo deciso di creare e produrre  una web-serie ?

Vogliamo raccontare la professione dell’assistente sociale, esporre la nostra visione delle realtà sociali ed aprirci al dialogo con i cittadini e le comunità, comunicando con gli altri, attraverso i social e la rete al fine di contribuire, concretamente, alla rappresentazione della nostra professione, rendendola davvero prossima ai più.

Per questo insieme alla casa di produzione VIDEOZONE di Milano abbiamo lavorato, per mesi, all’ideazione di questa webserie composta da sei puntate!

Ritmo incalzante, passo veloce e stile divertente, diciamocelo fin da subito a tratti dissacrante, la nostra vuole essere una web serie per tutti coloro che usano, frequentano e comunicano con i social e che in pochi minuti vogliono divertirsi, saperne di più e condividere contenuti!

Abbiamo scelto di chiamarla #LUOGHICOMUNI perché vogliamo proprio parlare dei luoghi comuni di cui solitamente sono oggetto gli assistenti sociali, le persone che accedono ai servizi ed i servizi stessi, ma anche perché vogliamo rappresentare concretamente i luoghi che a nostro parere sono di tutti, per tutti e accolgono tutti…i servizi sociali!

L’episodio zero di #luoghicomuni è online da oggi  su YOUTUBE  e su facebook  è comparsa una nuova community la pagina della WEBSERIE #LUOGHICOMUNI  !!!

Perché sei puntate?

L’impianto della webserie è stato pensato per raccontare in ogni puntata un ambito di intervento della professione, uno stereotipo legato ad essa, uno stile di lavoro, un aspetto della vita privata di noi professionisti, un pensiero indicibile e qualche tema a noi caro, come il precariato e la colleganza ma soprattutto il filo conduttore tra le puntate sarà il metodo professionale di lavoro degli assistenti sociali e le sue fasi!

Come sempre però, per noi di Assistenti Sociali Online un progetto non è mai tale… se non può essere è aperto, condiviso e coinvolgere le comunità …ed è per questo che per realizzare le prossime cinque puntate vogliamo di coinvolgere tutti quelli che vorranno partecipare!

Partecipare a  partire dalla costruzione della sceneggiatura con le  idee, racconti , immagini, critiche costruttive e suggestioni per arrivare al finanziamento e aiutarci nel sostenere la copertura dei costi di produzione di  un progetto così importante e …ambizioso !!!

Come si può  fare a contribuire con le idee?

Scriveteci sulla pagina facebook WEBSERIE #LUOGHICOMUNI  cosa vorreste fosse rappresentato e vi passa per la testa se vi diciamo assistente sociale… luoghi comuni, pensieri, emozioni, descrizioni di uffici, abitazioni, gag, storie di vita, storie professionali, storie di precariato, stili, ambiti di lavoro, esperienze… e chi più ne ha più ne metta! Ricordatevi di inserire il nostro hashtag di riconoscimento nel post: #luoghicomuni!

Come si può contribuire materialmente a finanziare il nostro progetto e permetterci di girare nuove puntate? 

Il progetto prevede la realizzazione e messa online di una puntata ogni qualvolta raggiungiamo il budget di 7.000 euro a copertura di tutte le spese previste, per questo se il progetto vi piace potete contribuire partecipando alla raccolta fondi cliccando sulla pagina https://www.produzionidalbasso.com/p…/webserie-luoghicomuni/ !

Ringraziamo  VIDEOZONE per l’intenso lavoro, gli attori Michele di Giacomo e Mauro Cipriani per la professionalità dimostata, le comparse Riccarda Viglino,Domenico Catalano Sara Sinigaglia e Annacarla Vezzetti per l’allegra partecipazione, Casa del Quartiere di San Salvario -Torino- per l’ospitalità e la pazienza, la ditta Facciamo una Pausa Caffè? – Vidamatik per la fornitura del materiale!

Si ringraziano collegh*, amici, parenti per aver contribuito alla realizzazione della puntata pilota partecipndo all’iniziativa tazze e caldenari selfmade ma non solo!

Attendiamo trepidanti i vostri suggerimenti e commenti, le vostre proposte ed idee e se avrete voglia… donazioni !

Le musiche arrivano da :
http://www.joshwoodward.com/
http://www.lloydrodgers.com/
http://audionautix.com/
Creative Commons License 3.0

 

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SOLO IL MIO PARRUCCHIERE PUO’ DIRMI DI ABBASSARE LA TESTA!!! https://www.assistentisocialionline.it/cioccadopociocca/ https://www.assistentisocialionline.it/cioccadopociocca/#respond Mon, 19 Feb 2018 23:00:49 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1120 Contrastare lo svantaggio, fin da subito , anzi da  prima …si può fare ! Nel terzo contributo sul tema leggerete come attraverso azioni tanto semplici quanto importanti, quali la formazione e l’attivazione di progetti concreti e attenti ai bisogni occupazionali dei più giovani e del territorio, si possa attivare un circolo virtuoso funzionale alla trasmissione di […]

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Contrastare lo svantaggio, fin da subito , anzi da  prima …si può fare !

Nel terzo contributo sul tema leggerete come attraverso azioni tanto semplici quanto importanti, quali la formazione e l’attivazione di progetti concreti e attenti ai bisogni occupazionali dei più giovani e del territorio, si possa attivare un circolo virtuoso funzionale alla trasmissione di valori utili alla crescita dei più giovani e a contrastare lo vantaggio. 

Responsabilità, dignità, solidarietà : valori attivatori di azioni di cittadinanza e di progettualità, azioni innovative ed attente anche al benessere dei soggetti più fragili capaci di creare da un esercizio commerciale un servizio, professionale e di cura del corpo, in favore di chi per uscire da una situazione di svantaggio …ha “soltanto” bisogno di rialzare la testa!

Tutto questo e molto altro… nel contributo di Roberta Chiabrando! 

Roberta, conosciuta da una di noi durante una delle sue più importanti e coraggiose lotte, è un’educatrice professionale che opera nella formazione professionale in Engim Piemonte  da 24 anni; ha per lungo tempo coordinato i corsi del settore handicap – fino al 2005-  e continuato a combattere con cuore e competenza da allora per garantire che svantaggio non significasse esclusione.

Roberta si occupa da anni a Pinerolo di orientamento e formazione dei giovani a rischio e  quest’anno coordina i corsi del settore benessere – indirizzo acconciatura, continuando a fare l’orientatrice!

Non ci resta che augurarvi di essere ispirati, così come lo siamo state noi , nel leggere il suo contributo !

Buona lettura e Grazie Roberta!!!!


 

SOLO IL MIO PARRUCCHIERE PUO’ DIRMI DI ABBASSARE LA TESTA!!!

Per Engim Piemonte (Agenzia Formativa fondata nel 1979 dalla Congregazione dei Giuseppini del Murialdo) la formazione umana, culturale e professionale  dei ragazzi e dei giovani  è  sempre stata il fulcro e il punto d’incontro di ogni attività.

“La centralità della persona“ così come lo è stato per San Leonardo Murialdo nella  Torino dell’800, lo è tutt’oggi in tutte le azioni educative e formative dell’Engim, in cui il centrare l’opera educativa sul ragazzo è mettere in atto una pedagogia preventiva affinché nessuno possa cadere in balia della mancanza di valori.

Da 36 anni la sede di Pinerolo si impegna a dare ai giovani del territorio una formazione professionale atta ad inserirsi nel mondo del lavoro, con la certezza che attraverso il lavoro i giovani, non solo troveranno lo strumento per il sostentamento economico, ma anche il mezzo per affermare la propria personalità e dignità all’interno della società.

E proprio nella sede di Pinerolo quest’anno si è aperta una nuova sfida: gestire un quarto anno “Tecnico dell’Acconciatura” per conseguire un diploma professionale regionale e, parallelamente, conseguire l’abilitazione alla professione da acconciatore. Un percorso formativo che andrà a completare la professionalità e la formazione degli allievi parrucchieri già qualificati, al termine di un percorso triennale. Ma soprattutto un percorso formativo finanziato con la modalità duale, cioè con un nuovo modello didattico nato per fornire ai giovani le conoscenze di base e le competenze necessarie per inserirsi nel mercato del lavoro, alternando le ore di studio a ore di formazione in aula e ore trascorse all’interno delle aziende. Sempre all’interno dell’alternanza scuola-lavoro si realizza la metodologia dell’impresa simulata: un’azienda virtuale animata dagli studenti, che svolgono un’attività di mercato in rete e ha come modello di riferimento un’azienda reale.

Fin dalle prime riunioni i formatori di tutte le materia del corso (italiano, inglese, cultura, matematica e laboratorio) si sono entusiasmati ed hanno lavorato insieme per poter offrire ai 19 allievi iscritti (di età compresa tra i 17 e i 24 anni) la possibilità di progettare un ambiente simulato, ma il più possibile vicino a quello che a breve si troveranno ad affrontare, cioè l’apertura di un salone di acconciature.

Nell’arco dei primi due mesi di corso gli allievi hanno scelto (studiando) la tipologia di società più conveniente con cui attivare l’impresa, andandone a definire la ragione sociale. Attraverso dei lavori a gruppi è stato poi scelto un nome e la veste grafica di un logo per il salone di prossima apertura (Ciocca dopo Ciocca). Nelle ore di matematica è stato affrontato lo studio delle eventuali operazioni bancarie necessarie per la start-up (finanziamenti, apertura e gestione conti correnti) per  arrivare, infine, a stilare l’atto costitutivo, firmato di fronte al Direttore del nostro Centro.

A questo punto non rimaneva che “cercare” i potenziali clienti su cui gli allievi potessero realmente esercitarsi con shampoo, tagli, pieghe, colorazioni e contrasti. In prima battuta si è pensato di aprire il salone ai dipendenti interni all’Engim (sostenendo, tramite una donazione volontaria, un progetto di Engim Internazionale atto ad acquistare materiale per l’apertura di una bottega artigianale in Guinea Bissau). Questo avrebbe permesso ai ragazzi di esercitarsi su clienti reali, ma di avere comunque sempre relazioni “protette” (bene o male chi lavora nella formazione conosce i suoi ragazzi, pur sforzandosi ci si relaziona in modo comprensivo…)

La necessità di avere clienti veri, ma allo stesso tempo l’esigenza di non metterci in concorrenza con i negozi di parrucchieri esterni (nostri primi collaboratori in quanto aziende ospitanti dei ragazzi in alternanza e futuri loro datori di lavoro), ci ha spinti a pensare che il lavoro di questo nuovo salone potesse trasformarsi nell’opportunità  di mettere insieme l’impegno personale di ciascun ragazzo con il valore della solidarietà sociale, offrendo il servizio a qualcuno che, per motivi economici o di svantaggio, non potesse permettersi di accedere ad un servizio di benessere.

I ragazzi e le ragazze del corso hanno dunque predisposto una presentazione dell’impresa da sottoporre al Consorzio Intercomunale dei Servizi Sociali di Pinerolo sotto forma di progetto dal nome “SOLO IL MIO PARRUCCHIERE PUO’ DIRMI DI ABBASSARE LA TESTA”.

Il progetto prevede che le Assistenti Sociali individuino sul territorio le situazioni di maggiore difficoltà economica, a cui consegnare dei buoni per accedere gratuitamente ad un servizio di taglio, colorazione o piega. L’obiettivo è di ridare dignità a persone che, per i più svariati motivi, stiano attraversando un momento di difficoltà economica, ma che proprio attraverso la cura di sé potranno riacquistare un po’ di fiducia in loro stessi per rimettersi in gioco, magari presentandosi ad un colloquio di lavoro in ordine oppure ritrovando la voglia di uscire di casa con la scusa di farsi fare i capelli.

Il progetto risponde dunque ad una duplice esigenza: quella degli allievi di esercitarsi su clienti reali e quella di chi attraversa un momento difficile di prendersi un momento per la cura di sé.

E così si impara facendo del bene e si insegna che il lavoro è anche un valore in quanto ha a che fare con la dignità, perché valorizza le persone all’interno di un gruppo, sostiene le relazioni tra i soggetti e genera responsabilità per il bene comune.

 

 

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LA BELLEZZA : #labellezzasalveràilmondosalvailmondo https://www.assistentisocialionline.it/labellezzasalverailmondosalvailmondo/ https://www.assistentisocialionline.it/labellezzasalverailmondosalvailmondo/#respond Mon, 25 Dec 2017 18:38:38 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1045 La bellezza salverà il mondo!  Parola di Martina Zanarella …che ci ha fatto trovare sotto l’albero di  Natale il suo contributo sulla bellezza!  Martina, uno splendido esemplare di giovane ed energica energica padovana:occhi azzurri capelli neri, sorriso contagioso, è stata conosciuta da una noi in un percorso di gruppo di Foto- Arte Terapia e subito il […]

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La bellezza salverà il mondo! 

Parola di Martina Zanarella …che ci ha fatto trovare sotto l’albero di  Natale il suo contributo sulla bellezza! 

Martina, uno splendido esemplare di giovane ed energica energica padovana:occhi azzurri capelli neri, sorriso contagioso, è stata conosciuta da una noi in un percorso di gruppo di Foto- Arte Terapia e subito il suo credo politico, artistico religioso nei confronti della bellezza ci ha conquistate !!! 

Attrice, diplomata alla scuola di formazione attore dell’Accademia dello Spettacolo di Torino, e studentessa di Scienze dell’Educazione, Martina è una di quelle persone tenaci e combattive che mette tutta se stessa a servizio dei progetti che realizza e che ha scelto nella vita una missione:

condividere infiniti attimi di vitale bellezza !!!

E’ un compito quotidiano che compie ogni giorno …vi assicuriamo che lo fà quasi 24h/24h… recitando, cantando e ballando, studiando per divenire una educatrice e , tramite la pagina facebook PlayNow, anche sul web !

Se siete curiosi di sapere come secondo Martina #labellezzasalveràilmondo (sappiate che noi ci crediamo profondamente) vi lasciamo al  secondo ed ultimo contributo del mese, anzi dell’anno (!!!), e ringraziamo Martina per averci raccontato come la bellezza salverà il mondo …

buona lettura!


LA BELLEZZA 

#labellezzasalveràilmondosalvailmondo
#infinitiattimivitaleBellezza

Ciao, mi chiamo Martina ho 22 anni, sono un’attrice e penso che la bellezza salverà il mondo.

La bellezza è ovunque, è nelle cose naturali, nei tramonti nei boschi, nel mare…

E poi c’è quella fatta dall’uomo e quella, quella è Arte.

Tutto ciò che è fatto dall’uomo può potenzialmente essere Arte è tutto può potenzialmente non esserlo.

Tutte le cose fatte con amore, con cura, con competenza e disciplina, sono Arte. Anche un idraulico, un professore, un imprenditore possono fare il loro lavoro ad arte.

E l’Arte è bellissima, indispensabile e terapeutica, per ogni tipologia di Arte che conosco esiste una corrispettiva tecnica terapeutica.

Il mio sogno è quello di farlo sapere al mondo intero, perché purtroppo per ignoranza, disinteresse, o convinzioni erronee che risalgono alla scuola dell’obbligo, troppa gente è convinta che l’arte sia quella cosa noiosa chiusa nei musei, o che l’arte di strada sia solo vandalismo e disturbo della quiete pubblica.

E c’è gente che l’Arte non la conosce proprio, in nessuna forma.

Ecco la mia missione è quella di far scoprire al mondo intero la magia che si nasconde dietro a ogni singola opera, ogni singolo quadro, canzone, poesia, balletto… e la lista potrebbe essere infinita.

La mia missione è quella di far scoprire alla gente quanto si possa stare bene attraverso l’Arte, grazie all’Arte, facendo le cose ad Arte.

La mia missione è quella di aiutare la Bellezza a compiersi, salvando il mondo.

La domanda è come fare?

E sono anni ormai che cerco una risposta.

Io ho iniziato facendo ciò che amo e cercando di farlo sempre meglio, ho avuto fortuna perché ciò che amo è già di per sè Arte, sono un’attrice e amo il teatro più di qualunque altra cosa al mondo. E cerco di farne quanto più possibile in modo da creare delle piccole magie a uso e consumo del pubblico, e cerco di insegnarlo, a tutti, ai ragazzi ai bambini, ma un domani vorrei insegnarlo anche nelle situazioni di disagio come le comunità per minori o per tossicodipendenti, i carceri, nei centri per disabili o anziani, o ancora nelle aziende, perché sono convinta che i grigi e tristi white collar siano i più disagiati di tutti!

E poi ho aperto una pagina Facebook in cui scrivo

Un video, una foto…

Cosa sono in una giornata?

Un attimo

Ma se ti colpiscono ti accompagnano sempre

All’infinito

La bellezza è vitale, è pane quotidiano che nutre l’anima, ecco perché condividiamo un post al giorno per diffondere la Bellezza, quella vera, o almeno quella che a noi sembra tale, perché siamo convinti che l’arte, l’emozione, la bellezza salveranno il mondo…se lo pensi anche tu pubblica qualcosa con l’hashtag :

#labellezzasalveràilmondosalvailmondo #infinitiattimivitaleBellezza

Per cui non mi basta che invitare anche te che stai leggendo a mettere mi piace alla pagina, a condividere la Bellezza, l’Arte e a fare tutto ciò che fai con amore, passione e competenza per aiutarmi nella mia missione: diffondere la Bellezza e salvare il mondo!

Martina Zanarella

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DA LE CELLE ALLE STELLE https://www.assistentisocialionline.it/da-le-celle-alle-stelle/ https://www.assistentisocialionline.it/da-le-celle-alle-stelle/#respond Sat, 23 Dec 2017 11:11:11 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1032 Questa volta è ci è davvero semplice dire che “finiamo in bellezza” proprio così come abbiamo cominciato, dato il tema che vi abbiamo proposto, nel mese di Dicembre …perché abbiamo ben due articoli da regalarvi per fine anno! Il primo contributo di questa settimana  è stato scritto da Alice Salimbeni, una studentessa di Architettura dell’Università degli […]

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Questa volta è ci è davvero semplice dire che “finiamo in bellezza” proprio così come abbiamo cominciato, dato il tema che vi abbiamo proposto, nel mese di Dicembre …perché abbiamo ben due articoli da regalarvi per fine anno!

Il primo contributo di questa settimana  è stato scritto da Alice Salimbeni, una studentessa di Architettura dell’Università degli studi di Cagliari che ha avvertito,  fin dal suo percorso di studi , la necessità di pensare alla sua futura professione come una attività al servizio del benessere delle persone ed ha iniziato a riflettere su  quali “piccole cose concrete” può costruire per migliorare la quotidianità degli altri !

A partire da questa consapevolezza Alice ha quindi scelto, nell’ambito della redazione della sua tesi,  di  ricercare, approfondire e sperimentarsi ed appassionarsi , anche grazie al sostegno e la guida della sua docente relatrice Barbara Cadeddu, al progetto “FUORI  LUOGO” volto a ripensare in termini di bellezza uno degli spazi per eccellenza più coercitivo, “brutto” e limitante di sempre : il carcere!

Dai suoi studi , dal suo impegno e dal suo vivo e reale interesse è nato Da le celle alle stelle  il progetto della sua tesi ,  che con la costruzione di “piccole cose concrete” , proprio come si immaginava Alice, e attraverso un percorso partecipato, inclusivo e professionale è riuscito a  portare la bellezza nel carcere …e neanche un carcere qualunque, il carcere minorile di Quartucciu!

A dimostrazione che “ripensare i luoghi” in termini di bellezza, piacevolezza ed estetica , non sia un superfluo vezzo da riservare alle élites ma un necessario e importante servizio alle persone e che non solo le professioni di cura , hanno il compito di occuparsi del benessere! 

Ringraziamo Alice per averci donato questo articolo e averci permesso di condividere con voi questa esperienza

che speriamo possa attivare un sano contagio … buona lettura!


DALLE CELLE ALLE STELLE : UNO SPAZIO AUTOCOSTRUITO AL CARCERE MINORILE

Mi chiamo Alice, ho 24 anni e sono una studentessa alla fine del proprio percorso di studi in Architettura, a Cagliari.

Negli ultimi due anni ho cominciato a capire che avrei voluto impiegare tutte le nozioni imparate all’università per fare piccole cose concrete, utili a migliorare qualche aspetto della vita quotidiana degli altri.

Ho saputo di un professoressa di progettazione, Barbara Cadeddu, particolarmente attenta a queste tematiche, e le ho scritto una mail per chiederle se potesse indicarmi una bibliografia. La risposta è stata tanto vicina a ciò che mi piace che, pochi mesi dopo, le ho chiesto anche la tesi e ho iniziato a seguire il suo corso di progettazione architettonica II, che si inserisce nel progetto “Fuori Luogo”, finalizzato  a ripensare gli spazi dell’Istituto penale per i Minorenni di Quartucciu attraverso un processo partecipativo, che si è sviluppato all’interno del Laboratorio, reso possibile da una convenzione sottoscritta dal Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale Architettura di Cagliari e il Centro per la Giustizia Minorile per la Sardegna.

Noi studenti abbiamo avuto così la possibilità di fare un percorso di avvicinamento alla realtà del carcere minorile, che si è costituito anche di numerose visite utili alla definizione di proposte portate avanti attraverso continui confronti con gli addetti alla sicurezza, gli educatori, il personale amministrativo e sopratutto i detenuti minori.

Poter fare un progetto avendo come obiettivo il benessere effettivo, oggettivo, reale degli utenti dell’IPM al fine di migliorare una condizione di vita così complessa, è stata una bellissima sfida, umanamente arricchente e stimolante.

Durante la presentazione finale dei lavori, avvenuta in carcere, il mio team ha portato un grande libro di legno sfogliabile, con una scritta impressa sull’ultima pagina: cosa ne pensi?
Un ragazzo detenuto di nome Mohammed ha lasciato una frase meravigliosa: da le celle alle stelle.

Questo è diventato il titolo della mia tesi.

Assieme alla professoressa, una guida incredibile da cui sto imparando tantissime cose e che mi sostiene ad ogni passo, ho deciso di continuare il percorso all’interno del carcere, realizzando un piccolo intervento concreto per risolvere uno dei problemi presenti.

Il progetto della tesi, raccontato sulla pagina Facebook Da le celle alle stelle: uno spazio autocostruito al carcere minorile, mira a superare il concetto di carcere come luogo afflittivo, conferendo alle ore d’aria e ai momenti condivisi con i propri familiari una situazione favorevole alla socializzazione e al mantenimento degli affetti.

Si è pensato ad uno spazio per gli incontri all’aperto, da utilizzarsi anche durante i momenti di tempo libero, che rispetti la bolla invisibile di spazio vitale che si trova attorno ai singoli individui, sfruttando diverse configurazioni delle sedute in modo da mettere i detenuti a proprio agio con altri detenuti, con le famiglie, con gli agenti e anche con sé stessi. Quest’ultimo aspetto non è trascurabile, perché la solitudine in carcere è un bene prezioso da non darsi per scontato, e diventa necessario creare alcuni luoghi nei quali potersi raccogliere nell’intimità dei propri pensieri e ritrovare la dimensione personale.

Tutto ciò avviene favorendo un gesto che i liberi possono fare quotidianamente con estrema facilità: guardare il cielo.

Il cielo ha proprietà analgesiche e calmanti, purtroppo da dentro la sua visibilità è limitata a rettangoli stretti e lunghi ritagliati anche in verticale dal ritmo delle sbarre, che non permettono di percepire il senso di libertà che trasmette quando lo si può guardare senza limiti.

Con l’architettura della tesi si vuole creare uno spazio di massima espressione della libertà di relazionarsi col prossimo, seppur all’interno del luogo di privazione della libertà per eccellenza.

Il materiale scelto è il legno, perché è caldo, rassicurante, naturale e facile da montare. Quest’ultimo aspetto non è trascurabile: non ci saranno professionisti o esperti per la realizzazione, ci saranno solo una decina di studenti volontari di varie facoltà che, assieme ai detenuti, si rimboccheranno le maniche delle tute da lavoro e tavola dopo tavola metteranno in piedi il progetto.

 

Per trovare i fondi abbiamo organizzato una rassegna musicale intitolata Dai diamanti non nasce niente, che ha coinvolto tanti artisti cagliaritani e si è conclusa il 10 dicembre con un concerto finale.

Ci sarà anche una manifestazione sportiva “Da le celle alle stelle con un salto!” che vede giovanissimi atleti pronti a scendere sulle pedane degli sport coreografici per esibirsi e dare il proprio contributo alla raccolta.

Ogni aiuto è prezioso, per qualsiasi informazione aggiuntiva e per contribuire basta mandare un messaggio alla pagina Facebook del progetto.

Ciascuno può essere una delle tante stelle che sta portando un briciolo di luce in quelle celle.

Da le celle alle stelle

Alice

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CLOROFILLA : ASSOCIAZIONISMO GIOVANILE E CITTADINANZA ATTIVA https://www.assistentisocialionline.it/clorofilla-associazionismo-giovanile-cittadinanza-attiva/ https://www.assistentisocialionline.it/clorofilla-associazionismo-giovanile-cittadinanza-attiva/#respond Mon, 20 Nov 2017 21:18:55 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=999 Vi ricordate il tema del mese ? “Dis- organizzazioni “: ovvero le organizzazioni che hanno problemi, funzionano male e non sono efficaci. L’ invito da noi lanciato era proprio quello di parlarci e scriverci  di riflessioni e pensieri sulle criticità delle organizzazioni  utili anche a proporre soluzioni , strategie , azioni per rendere  strumenti efficaci […]

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Vi ricordate il tema del mese ?

“Dis- organizzazioni “: ovvero le organizzazioni che hanno problemi, funzionano male e non sono efficaci. L’ invito da noi lanciato era proprio quello di parlarci e scriverci  di riflessioni e pensieri sulle criticità delle organizzazioni  utili anche a proporre soluzioni , strategie , azioni per rendere  strumenti efficaci per perseguire obiettivi !

Eppure nessun contributo era giunto finora…

…fino a stamattina quando, aprendo la nostra mail, ci siamo trovate difronte al racconto vivace e concreto di Ilaria Ferrarese 26 anni, una educatrice professionale e creativa che, conosciuta da una di noi durante un laboratorio di arte e foto-terapia, ci ha di recente ricontattato per conto di Clorofilla  per richiedere di costruire insieme un progetto di formazione !

E indovinate un pò cos’è Clorofilla? Una organizzazione!

…nel dettaglio una Associazione: efficace, coesa e solidale, insomma tutto il contrario di una “dis- organizzazione” !

Cosa succede se dei giovani cittadini sentono”l’urgenza” (per dirla a Don Ciotti ) di essere  solidali, attivi e rendersi utili  al proprio quartiere ? Cosa succede quando si decide di andare andare oltre le divisioni e i campanilismi e gli orientamenti politico- religiosi  per agire uniti  in favore delle persone sole e in difficoltà  del proprio quartiere?

Scopritelo visitando il sito di Clorofilla   e leggendo il contributo di Ilaria e divertendovi tra i colori del suo entusiasmante racconto della organizzazione di cui fa parte e che è orgogliosa di raccontare : “Clorofilla è , o per meglio dire siamo …”!

Buona lettura …e Grazie Ilaria !


Salve a tutti!
Il mio nome è Ilaria, ho 26 anni e nella vita faccio/sono (mi chiedo ancora il limite dove sia) educatrice professionale. Nel tempo libero mi piace leggere, ballare e sono anche volontaria presso una piccola associazione nella periferia di Torino. A tal proposito vorrei condividere con voi un’avventura bellissima iniziata nel 2012 che prende il nome di “Clorofilla: laboratori di innovazione sociale”.
Clorofilla è , o per meglio dire siamo, un’associazione di promozione sociale attivi dal Gennaio 2012 a Torino principalmente nel territorio della Circoscrizione 2: Mirafiori Nord e Santa Rita. Siamo un gruppo di giovani con forte legame e amore per in nostro quartiere ( e non solo) e con il desiderio di metterci al servizio della comunità ognuno mettendo a disposizione i propri talenti e il tempo possibile alle persone più bisognose del quartiere. Per farvi capire la spinta motivazionale che ci anima qui di seguito riporto un piccolo passaggio della nostra Carta dei Valori:
“COSI’ COME LA CLOROFILLA…
capta l’energia luminosa per consentire alle piante di svolgere importanti funzioni vitali, allo stesso modo la nostra associazione attrae e rimette in circolo quel capitale umano fatto di preziose energie spesso disperse e dimenticate che possono generare positive ricadute sociali. Clorofilla desidera essere un luogo in cui le persone – di diverse età, cultura e formazione – possano dare libera espressione alle loro potenzialità e attitudini, alla ricerca del “ben-essere” che deriva dall’incontro con gli altri”.

Per presentarvi al meglio Clorofilla non posso non condividere con voi i valori e gli obiettivi su cui si è fondata tramite la riflessione collettiva e la conseguente stesura della nostra Carta dei Valori e dello Statuto, rigorosamente scritti a più mani e firmati da tutti i soci volontari. In questi documenti è raccolta l’essenza e l’identità dell’associazione.

CLORO – MISSION
L’associazione nasce dall’incontro di due anime ispiratrici fondamentali: una con radici cristianoevangeliche,
l’altra di natura laica-solidaristica, unite dal desiderio comune di promuovere una società migliore a partire dal basso.
Clorofilla si fonda sui principi della cittadinanza attiva e crede:
a) nell’importanza dell’incontro e del tempo vissuto con I’Altro;
b) nella partecipazione e nel coinvolgimento attivo delle persone;
c) nella ricchezza del confronto tra età, culture, esperienze e valori diversi;
d) nella valorizzazione delle potenzialità inespresse di ciascuno.
CLORO – OBIETTIVI
a) Accrescere la consapevolezza sociale rispetto al disagio di anziani, disabili e le loro famiglie.
b) Coinvolgere attivamente i giovani attraverso la loro partecipazione in incarichi e ruoli di
responsabilità, al fine di risvegliare in loro la voglia di sapere, di capire, di inventare, di
lavorare, contribuendo alla costruzione di una cittadinanza attiva.
c) Offrire sostegno a famiglie con disabili fisico/cognitivi e anziani soli nella gestione logistica
dell’economia familiare e nell’organizzazione della vita quotidiana Favorire la creazione di
reti relazionali a supporto delle persone disabili e degli anziani, contrastando la condizione
di solitudine che per diversi motivi possono sperimentare.
d) Favorire lo sviluppo di nuove forme di solidarietà e reciprocità e lo scambio di esperienze
nel settore sociale per accrescere il know-how locale.
e) Offrire servizi con caratteristiche di prossimità e facile accesso da parte dei cittadini.
f) Attuare una gestione economicamente sostenibile dei progetti, organizzando attività di
autofinanziamento.
CLORO – PROGETTI
Finalmente la parte succosa!
Per realizzare i nostri obiettivi abbiamo cercato di “ascoltare il territorio” a noi prossimo e
individuarne i bisogni. Dall’analisi di questi bisogni sono nati i progetti capofila di Clorofilla.
Bando alle ciance ecco a voi:
• CON.TE.STO (Bene)
• PETER PAN
Il progetto CON.TE.STO (Bene) mira a far fronte ad una problematica estremamente attuale: l’isolamento di persone anziane e/o con disabilità. Giovani volontari offrono loro compagnia e sostegno domiciliare per aiutarli a gestire la quotidianità.
Il PETER PAN è gruppo composto da volontari e persone con disabilità si riunisce 1/2 volte al mese con l’obiettivo di vivere insieme momenti di intrattenimento e socializzazione. Laboratori manuali e uscite periodiche arricchiscono il programma.
Ma noi di Clorofilla riteniamo che l’ambito sociale e culturale debbano intrecciarsi per favorire e promuovere il ben-essere. Per questa ragiona da qualche anno a questa parte sono stati attivati anche i corsi di “yoga pilates” e di informatica “Amico pc”.

Sono tante le cose che ancora vorrei raccontarvi ma purtroppo non sono in grado di sintetizzare tutto in questo spazio.

Una volta mi è stato chiesto “Cos’è Clorofilla per te?” vi voglio regalare ciò che ho risposto: “Per me clorofilla e’ lo stupore e l’emozione di fronte alle storie-tutte uniche- delle persone che incontriamo!”
Be che dire…spero di avervi incuriosito e vi invito a nome di tutti i clorofilliani a visitare il nostro sito, a scriverci e a venirci a trovare vi aspettiamo super volentieri per una merenda e due chiacchiere!

Ilaria Ferrarese

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Coltivare l’autonomia, crescendo : una Dutch farm per i giovani adulti autistici. https://www.assistentisocialionline.it/coltivareautonomiacrescendo/ https://www.assistentisocialionline.it/coltivareautonomiacrescendo/#respond Mon, 23 Oct 2017 11:48:42 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=980 Il terzo contributo sul tema dell’autonomia arriva da Zutphen  , Paesi Bassi  o Olanda che dir si voglia, e ci è stato inviato da Concetta Tropiano!  Concetta è anzitutto una amica, una ex- compagna di università, una compagna di nuotate risate e riflessioni,  ma anche un cervello “in fuga” dall’Italia, una venariese/olandese. Partita alla volta dell’Olanda […]

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Il terzo contributo sul tema dell’autonomia arriva da Zutphen  ,

Paesi Bassi  o Olanda che dir si voglia, e ci è stato inviato da Concetta Tropiano! 

Concetta è anzitutto una amica, una ex- compagna di università, una compagna di nuotate risate e riflessioni,  ma anche un cervello “in fuga” dall’Italia, una venariese/olandese. Partita alla volta dell’Olanda per un Servizio Civile Europeo e per esplorare la propria autonomia Concetta (che non è solo cervello ma anche cuore e carne!) è poi rimasta  per amore!

Una assistente sociale che non fa l’assistente sociale, una cittadina europea …non potevamo non invitarla a  raccontarci qualcosa sul tema dell’autonomia !

Che cosa significa essere giovani adulti  autistici in Urtica De Vijsprong? Sono possibili progettualità e destini diversi dall’isolamento? E’ possibile garantire ai giovani ragazzi affetti da autismo la possibilità di essere adulti, con il proprio autismo?

Interrogativi che riassumono sinteticamente l’intento di questo terzo ed ultimo contributo sul tema dell’autonomia la cui lettura, siamo sicure, vi farà fare un bellissimo viaggio in Olanda e nell’autonomia ritrovata!

Buona lettura e Grazie  “Koncy”!!


 

Coltivare l’autonomia, crescendo.   Una Dutch farm per i giovani adulti autistici

Grazie al Servizio Civile europeo ho avuto modo di lavorare come volontaria all’interno di una fattoria  biodinamica-sociale situata in un villaggio della provincia olandese del Gederland, Urtica De Vijsprong.

Quando mi è stato chiesto da Cristina se avevo qualcosa da dire e da scrivere  sul tema dell’autonomia , quindi, mi è sembrato facile pensare di raccontare questa esperienza pilota internazionale che ha messo in atto buone pratiche abilitative per le persone affette da autismo: strutturazione,  costante organizzazione, prevedibilità, ciclicità con l’ introduzione di attività e stimoli il più possibilmente rispondenti al ciclo di vita della persona adulta, ma commisurati alle abilità e ai tempi di apprendimento dei clients.

 

A Urtica De Vijsprong  si è cominciato  così, circa 33 anni fa,  aprendo le porte a due ragazzi diversamente abili. Urtica De Vijsprong è, quindi, un’azienda agricola “particolare” perché è un’esemplare di  comunità di vita e di lavoro terapeutico, ispirata ai valori e principi dell’antroposofia dell’austriaco  teosofo Rudolf Steiner. La vita all’interno della farm è, infatti,  scandita dal principio cardine per cui  il suolo e la vita che si sviluppa su di esso formano un unico sistema che include l’ambiente, le persone, gli animali e le relazioni sociali. Si respira non solo aria pulita ma  un clima generale di sostegno ma, soprattutto, di autentico e costante“fare insieme”.

Attualmente sono ormai  i 55 clients di cui 15 affetti da autismo che vengono accompagnati dallo staff multi professionale (social workers, psicologi, psichiatri, esperti tecnici in agricoltura allevamento e lavorazione del latte, personale amministrativo, volontari) in diverse attività lavorative: coltivare la terra,  mungere i 50 esemplari di mucche cornate,  occuparsi del caseificio e del negozio  biologico dove vengono venduti latte e  formaggi autoprodotti di buona qualità, partecipare al laboratorio musicale e teatrale.

 

In particolare i ragazzi e i giovani  adulti ragazzi con diverse forme di autismo (ad alto funzionamento e a basso funzionamento), come Miranda, Marco, Steve, Albert,  di età compresa tra 16/30 anni, sono accompagnati dai social workers nella  vita quotidiana e nel lavoro nei diversi settori della farm, nella ricerca di un equilibrio fisico e interiore, nello possibilità di esercitare un sufficiente livello di autodeterminazione e, quindi autonomia, nella costruzione di una “nicchia ecologica nutritiva” per raggiungimento di un’adeguata inclusione sociale. Inclusione sociale che ispirata alla socioterapia antroposofica secondo cui vita sociale, lavoro e nutrimento sono  elementi cardini  dell’anima.

L’obiettivo è quello di accompagnare e favorire il processo evolutivo della persona, creando situazioni  adeguate alle sue  caratteristiche e necessità affinché possa sperimentare il senso di autonomia,  il sentimento di appartenenza, vivere la reciprocità e sentirsi valorizzato e apprezzato per il proprio apporto a favore di altri.

“Nessuno infatti può svilupparsi se non può dare”.

Pertanto,  il client viene considerato come un essere che dà e non solamente riceve, che ha diritto alla sua biografia. Ciò si estrinseca per i ragazzi della farm in un percorso di progressiva acquisizione  di autonomia a livello abitativo, lavorativo e relazionale.

Vengono avviati al lavoro per ciò che sono in misura di fare e non per il  rendimento.

Ci si orienta verso lavori artigianali e a contatto con la natura, nei quali il lavoro è concepito in modo umano e grazie all’etica che lo accompagna è in grado di soddisfare il corpo e anima.

Nel divenire adulti viene garantita l’opportunità/diritto di accedere ad un’esperienza residenziale per emanciparsi dalla famiglia di origine. La possibilità di  modificare il legame con la famiglia di origine è una tappa e un’opportunità  nel percorso biografico di ciascuno di noi. A differenze del contesto italiano il processo di autonomizzazione dalle famiglie viene avviato e sostenuto il più presto possibile e il “dopo di noi” costruito non in situazioni di emergenza ma “durante il noi”. Le offerte abitative messe a disposizione da Urtica de Vijsprong  variano a seconda del grado di autonomia del ragazzo. Ci sono  soluzioni abitative come Hofhuis, Hoogkamp e Smidshuis, che prevedono spazi e tempi comuni (la sala pranzo  e attività comuni) con la presenza  abitativa di 1/2 social workers in pianta stabile e ci sono anche case/appartamenti condivisi che  sono caratterizzate dalla quasi totale autonomia della persona, con la sola visita giornaliera del social worker. I ragazzi vengono sostenuti  in un percorso di acquisizione di “autonomie personali avanzate” come preparare una merenda, seguire una ricetta, prendersi cura della propria igiene personale, scegliere gli indumenti adatti al tempo, svolgere le attività domestiche interne ed esterne;  di “autonomie sociali” come rispondere al telefono, utilizzare l’orologio, prendere i mezzi pubblici, prendere in prestito un libro dalla biblioteca, ordinare un pasto al ristorante, andare dal dottore, organizzare una cena.

Gli strumenti di cui i social workers si avvalgono per insegnarle sono molteplici come interventi comportamentali di tipo positivo ( modelling, rinforzo), aiuti visivi, role playing, concatenamento delle azioni, storie sociali,  tutti strumenti connotati da un tocco di spirito creativo e artistico, tipico dell’approccio steineriano.

L’esperienza pilota di Urtica De Vijsprong dimostra che, sebbene le persone affette da autismo manifestano una disabilità comunicativa e difficoltà a cogliere con naturalezza e fluidità il significato di ciò che accade negli scambi interpersonali,  queste possono raggiungere livelli di autonomia, di socializzazione e di qualità di vita soddisfacenti esprimendo così la loro umanità solo nella misura in cui  sono messi in campo interventi, progetti e contesti adatti ai bisogni e alle caratteristiche specifiche dell’autismo.

Chiudo raccontandovi  un esempio di una giornata tipo ad Urtica De Vijsprong :

  • 00/8,30: Meeting in cerchio nell’Atrium per comunicazioni interne e per aprire la giornata lavorativa con canti in lingua inglese/olandese a cappella e comunicazione organizzative
  • 8,30/8,45: Meeting all’interno del proprio gruppo di lavoro per individuare obiettivi e compiti della giornata , con partecipazione attiva di tutti
  • 8,45/10,30: Lavoro ispirato ai principi di collaborazione, socialità
  • 10,30/10,45: Break time nell’Atrium dove è possibile consumare the… e latte appena munto. A volte la pausa si po’ prolungare per via di festeggiamenti (cambio stagioni, compleanni,  benvenuti ai nuovi ingressi e viceversa) con attività musicali e teatrali organizzate dagli stessi clients
  • 13,00/14,15: Pranzo, preparato dal gruppo che lavora nell’area House, con prodotti biologici autoprodotti.
  • 14,15 /16,15: Fine giornata lavorativa
  • 17,30: Preparazione cena e attività domestiche, colloqui con social worker di riferimento, attività ricreative

 Che cosa significa essere giovani adulti  autistici in Urtica De Vijsprong?

Sono possibili progettualità e destini diversi dall’isolamento?

E’ possibile garantire ai giovani ragazzi affetti da autismo la possibilità di essere adulti, con il proprio autismo?

Voi che ne dite !?

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Senza titolo https://www.assistentisocialionline.it/da-qualche-anno-posso-guardare/ https://www.assistentisocialionline.it/da-qualche-anno-posso-guardare/#respond Mon, 12 Jun 2017 20:12:43 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=804 E se Michele Raffa, educatore dalla fine del secolo scorso,   che usa la clownerie – per interpretare il mestiere della vita – e il teatro – per interpretare l’arte dell’educazione- …ti scrive “posso osare mandarti un piccolo testo mio ?”, tu che l’hai avuto come coordinatore nei primi anni del cammino nella professione  non puoi […]

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E se Michele Raffa,

educatore dalla fine del secolo scorso, 

 che usa la clownerie – per interpretare il mestiere della vita –

e il teatro – per interpretare l’arte dell’educazione-

…ti scrive “posso osare mandarti un piccolo testo mio ?”,

tu che l’hai avuto come coordinatore nei primi anni del cammino nella professione 

non puoi che gongolare  !!!

Michele ci dona un testo che disegna, in modo unico, la relazione d’aiuto e che lui stesso ha scritto per i colleghi qualche anno fa!

30 aprile 2015 ore 21,30 circa.

Sala teatro

Nella penombra del palcoscenico, nascosti dalle tele semitrasparenti di un casalingo sipario di parrocchiano teatro, quasi in silenzio con movimenti ordinati e prendiamo posto.

Il posto che ognuno ricorda essergli stato assegnato durante le prove degli ultimi giorni.

Le parole scandite al microfono che porgono una delle definizioni del termine bellezza sono il conto alla rovescia per l’inizio della messa in scena, della azione performante, pochi minuti per rappresentare un tempo lungo di lavoro lieve e concreto, di piccole sperimentazioni, dal sapore teatrale, di relazioni tra piccoli individui.

L’attacco della musica libera il lento movimento dei corpi raggomitolati e

così si anima la scena che contemporaneamente si sta illuminando a giorno.

Gli sguardi alti e fieri degli attori paiono non destinati a ricambiare gli sguardi interessati e curiosi del pubblico.

Questi ultimi impegnati a capire che accade ed i primi impegnanti a ricordare cosa devono far accadere.

Tre minuti per rappresentare la bellezza delle relazioni umane: creare dei legami.

Creare dei legami, favorire vicinanze, riconoscere le mappe, indicare percorsi, inventare luoghi, costruire opportunità, progettare condizioni favorevoli e molto altro ancora forse, sono le essenze del nostro lavoro.

Racchiusa in tre minuti di un piccolo evento, costruito dentro un leggero laboratorio di animazione teatrale, c’è la pasta madre del nostro operare.

Se non si fosse fatta menzione del senso di quel gruppo nessuno tra il pubblico avrebbe trovato differenze tra le azioni prodotte da gli attori…

E il giorno

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Primo maggio

Il senso della bellezza

Della solidarietà

Acquista così

Valore puro

Innalzando e

Certificando

Ciò che quotidianamente

Produciamo con

Il nostro

Lavoro.

 

Grazie davvero cari colleghi miei tutti.

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PIETRA, CARTA, FORBICE Un laboratorio per domandarsi “Chi è il bullo, chi è la vittima?” https://www.assistentisocialionline.it/769-2/ https://www.assistentisocialionline.it/769-2/#comments Mon, 22 May 2017 18:17:03 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=769 A settembre a Torrazza Piemonte partirà la prima edizione del nostro laboratorio “Pietra, carta, forbice”. Un laboratorio nato dal territorio il cui obiettivo sarà raccontare, spiegare ed aiutare a comprendere ma soprattutto  confrontarci con i bambini della scuola primaria sul tema del bullismo e dare ai loro genitori indicazioni utili per osservare con serenità ed […]

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A settembre a Torrazza Piemonte partirà la prima edizione del nostro laboratorio “Pietra, carta, forbice”.

Un laboratorio nato dal territorio il cui obiettivo sarà raccontare, spiegare ed aiutare a comprendere ma soprattutto  confrontarci con i bambini della scuola primaria sul tema del bullismo e dare ai loro genitori indicazioni utili per osservare con serenità ed attenzione i propri figli in interazione con gli altri, accompagnandoli in questa dinamica relazionale.

Nel costruire il progetto di questo laboratorio assistentisocialionline si è unito alla Psicologa e Psicoterapeuta dell’Infanzia Antonietta Nicoletti una nostra, e se avete letto il nostro blog di recente anche vostra, conoscenza.

Ma…perché parlare con i bambini dai 7 ai 10 anni di bullismo, “non è troppo presto “?!

Ce lo siamo chieste e in tre ci siamo risposte di no, dato quanto il fenomeno del bullismo e del cyber – bullismo stia diventando sempre più incidente e rilevante ne è la riprova il recentissimo ok definitivo al disegno di legge sul Cyber-bullismo che intende contrastare il fenomeno del cyber -bullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche.

Insomma il senso della richiesta che ci ha fatto una associazione del territorio ed il fatto che il bullismo è  un tema ricorrente in tutti quei contesti in cui i minori si trovano a dover fare “prove tecniche di cittadinanza” – come la scuola, le ludoteche , gli sport e le altre realtà aggreganti ci ha proprio convinte del senso di un laboratorio condotto da assistenti sociali e psicologa anche per i  piccoli delle scuole elementari .

Ci siamo messe al lavoro per costruire gli incontri del laboratorio utilizzando le nostre conoscenze e competenze personali e professionali per creare un progetto “cucito su misura” per l’associazione, i bambini che la frequentano ed i loro genitori.

Nel proporre i nostri laboratori nelle ludoteche e nelle associazioni abbiamo in mente proprio questo costruire spazi significanti e riconoscibili per quei territori , quelle persone , quei destinatari ; spazi protetti per dare spazio… ai pensieri dei piccoli cittadini di domani, che vivranno la realtà del gruppo in molteplici occasioni nella loro vita e che dovranno avere radicati in sé gli strumenti per il confronto e lo scontro civile tra opinioni differenti e la capacità di accettarsi parte di una moltitudine etereogenea di identità.

Per fare questo attraverso il divert-apprendimento, il gioco cooperativo e la magia del cinema accompagneremo i più piccoli nella conoscenza di cosa è il bullismo affrontando e snocciolando i contenuti di questo fenomeno in quanto dinamica relazionale .

Le emozioni, l’aggressività, il ruolo del gruppo di pari, la valorizzazione delle diversità la fiducia in sé stessi e nei propri mezzi sono  i temi che con i bambini affronteremo per parlare del bullismo ma soprattutto dei suoi protagonisti : le persone !

A mamme e papà forniremo spunti di riflessione ed informazioni per farsi le giuste per affrontare il fenomeno.

La sfida sarà doppia ovvero  dare, attraverso la semplicità del gioco e la rilettura di un cartone animato, anche e soprattutto ai bambini che parteciperanno una lettura caleidoscopica, o se vogliamo multifocale e  socialmente complessa, del fenomeno. Chi è il bullo, oltre al ruolo che ha scelto di svolgere in questa dinamica , chi è la vittima e che ruolo svolge chi osserva?

Costruire un progetto in tre, con la collaborazione di Antonietta è stato un modo per lavorare in gruppo ed unire le forze, per creare credendo ciascuna in sé stessa e nelle proprie competenze – che comprendono anche il sapere quali date evitare nel definire il calendario per non andare a sovrapporsi all’importante e aggregante festa patronale del paese!-  un laboratorio proprio per loro !

I nostri bimbi! I futuri cittadini!

 

L’infanzia è il suolo sul quale andremo a camminare per tutta la vita.
(Lya Luft)

 

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Alike: il potere della creatività https://www.assistentisocialionline.it/alike-potere-della-creativita/ https://www.assistentisocialionline.it/alike-potere-della-creativita/#respond Mon, 03 Apr 2017 09:42:43 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=656 Cosa ci succede quando i compiti e gli impegni della quotidianità diventano una routine? Alike è un colorato corto animato che ce lo spiega in pochi minuti. Tutti noi ogni giorno portiamo carichi sulle nostre spalle ricoprendo dei ruoli, esercitando responsabilità e ci impegniamo ad adempiere puntuali ai compiti che ci vengono assegnati e che […]

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Cosa ci succede quando i compiti e gli impegni della quotidianità diventano una routine?

Alike è un colorato corto animato che ce lo spiega in pochi minuti.
Tutti noi ogni giorno portiamo carichi sulle nostre spalle ricoprendo dei ruoli, esercitando responsabilità e ci impegniamo ad adempiere puntuali ai compiti che ci vengono assegnati e che decidiamo di assumere.
Anche i bambini quando iniziano ad andare a scuola a far parte della Comunità cominciano a confrontarsi con compiti e doveri: dover arrivare in orario a scuola, dover stare seduto, dover alzare la mano per parlare, aspettare l’intervallo per giocare e rispettare le regole dei giochi.

Il compito, l’attesa, assumerci responsabilità sono un passaggio fondamentale della crescita. Sono queste esperienze che ci permettono di conoscere le nostre risorse, misurare i nostri limiti e ci permettono di riconoscerci capaci o meno capaci di “fare”, ponendoci nella condizione di allenarci e migliorare.
C’e però una parte di noi… quella più colorata creativa, a volte indisciplinata, quella parte di noi che ama lasciarsi attrarre e stupire dalle novità e dalle dissonanze che ha altrettanto bisogno di essere nutrita e allenata!
L’errore più grande? Lasciare spegnere i nostri colori ingrigirci, abituandoci a ripetere senza entusiasmo l’esecuzione di una routine quotidiana.

Lasciare sempre spazio a quella parte bambina di noi può invece condurci a scoprire e coltivare le passioni, trasformare le passioni in attività e pensare a nuovi orizzonti …sentirci vivi !

Conciliare compito e creatività questo è il trucco, come fà il piccolo giallo, anche nel sociale soprattutto nel sociale per trasformare il tempo “perso a” in tempo “speso per”.
Lasciamoci andare ad esercizi di meraviglia per stimolare la nostra fantasia, coltivare la creatività e dare spazio al pensiero laterale di ciascuno di noi!

#followtheline
#creatività
#allenarsiallafelicità
#educazione

 

 

 

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