innovazione – Assistenti Sociali Online https://www.assistentisocialionline.it #fuoridalcomune Mon, 05 Sep 2022 20:04:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.24 https://www.assistentisocialionline.it/wp-content/uploads/2022/08/cropped-fdc-g-11-32x32.png innovazione – Assistenti Sociali Online https://www.assistentisocialionline.it 32 32 PERCHÉ PARLARE DI RADIO E PERCHÉ PARLARE ALLA RADIO https://www.assistentisocialionline.it/perche-parlare-radio-perche-parlare-alla-radio/ https://www.assistentisocialionline.it/perche-parlare-radio-perche-parlare-alla-radio/#respond Tue, 12 Nov 2019 21:44:50 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1554 Ma quanto abbiamo sentito la mancanza dei vostri articoli? La nuova chiamata allo scrivere lanciata ad ottobre per narrare e diffondere i progetti dei nostri servizi, ha finalmente la prima e meravigliosa esperienza !!! Chi scrive è Barbara Fantino, assistente sociale da più di vent’anni, Responsabile Area Disabili dell’Unione dei Comuni Nord Est Torino-Settore Servizi […]

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Ma quanto abbiamo sentito la mancanza dei vostri articoli?

La nuova chiamata allo scrivere lanciata ad ottobre per narrare e diffondere i progetti dei nostri servizi, ha finalmente la prima e meravigliosa esperienza !!!

Chi scrive è Barbara Fantino, assistente sociale da più di vent’anni, Responsabile Area Disabili dell’Unione dei Comuni Nord Est Torino-Settore Servizi Socio Assistenziali, ex collega di entrambe noi, che già ci aveva abilmente trasportato a maggio 2018 dentro un’esperienza di condivisione, riflessione e narrazione!

E anche questa volta ci presenta un progetto legato al racconto, ad operatori che hanno scelto di volersi raccontare, di farsi conoscere, di provare ad abbattere pregiudizi sulla nostra professione e sul nostro operato!

Grazie davvero per la possibilità di diffusione di questa brillante iniziativa!!!

Buona lettura a tutti voi!

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PERCHÉ PARLARE DI RADIO E PERCHÉ PARLARE ALLA RADIO

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Da alcuni mesi il nostro servizio, il servizio sociale dell’Unione dei Comuni Nord Est Torino, collabora al Progetto Cose degli altri Mondi, uno spazio nel palinsesto di radio Archimede (www.radioarchimede.it).

Il perché va ricercato nelle parole che il sito utilizza per la presentazione della radio “Il Comune di Settimo Torinese e la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana hanno deciso di promuovere la nascita di Radio Archimede, consapevoli che la web radio è uno strumento flessibile, moderno ed innovativo, in grado di fare informazione ed intrattenimento in modo nuovo, dinamico, serio e professionale. Radio Archimede, con la sua presenza fisica all’interno della biblioteca, è prima di tutto la radio del territorio e si pone l’obiettivo di aggregare, intorno ad essa, giovani e meno giovani, associazioni, società sportive, mondo dell’informazione e realtà imprenditoriali, per partecipare ad un racconto della Città fatto di tante storie e tanti punti di vista differenti”. In altre parole, quando ci è stata offerta questa opportunità abbiamo pensato che potesse essere l’occasione per ‘uscire’ dai nostri uffici e far conoscere il nostro modo di lavorare ed i progetti pensati per la comunità.

Lo spazio radio a disposizione è condiviso con altri progetti ‘sociali’ della Città di Settimo, in particolare con l’Associazione Casa dei Popoli con la quale collaboriamo per diverse iniziative e partnership, dalla Pedagogia dei Genitori, allo Spazio compiti del Centro famiglia, o ancora le cene etniche.

Parlare alla radio vuol dire amplificare i messaggi, ma anche semplificarli. Significa rendere il nostro lavoro comprensibile per chi ci ascolta, provando a spogliarci da eccessivi tecnicismi e indossando abiti più vicini al sentire comune. Che cosa interessa di questo progetto? Perché il pubblico dovrebbe ascoltarci e ascoltarci con attenzione? Su quali bisogni troviamo un punto di contatto con il cittadino? Catturare l’attenzione può allora essere il primo passo per condividere, per favorire il coinvolgimento dei destinatari dei nostri progetti, per individuare nuove strade di ingaggio della persona a cui ci rivolgiamo.

Le resistenze iniziali di operatori che non hanno scelto di essere ‘mediatici’ sono state superate dalla voglia di raccontarsi, di farsi conoscere, di provare ad abbattere pregiudizi sulla nostra professione e sul nostro operato. Così abbiamo iniziato a raccontare di progetti per la comunità, di tematiche quali l’autismo o lo sport per disabili viste dagli interessati, abbiamo dato spazio ad associazioni che collaborano con noi, raccontato di esperienze di integrazione nel Centro famiglie. Un po’ abbiamo anche giocato, perché radio vuol dire musica, leggerezza e apertura verso linguaggi espressivi diversi.

Cosa dire ancora…che attendiamo i vostri feed back quando ci ascolterete e vi aspettiamo il giovedì alle 18.00 su Radio Archimede!

 

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Chiamata alle Arti! https://www.assistentisocialionline.it/chiamata-alle-arti/ https://www.assistentisocialionline.it/chiamata-alle-arti/#respond Mon, 09 Apr 2018 14:52:19 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1181 Riappropriandoci del nostro Diario di Bordo cominciamo il mese di Aprile con un nostro contributo, a suo modo calzante con il tema dell’apprendimento! Vi raccontiamo un progetto di cui siamo orgogliosissime e nel quale crediamo molto, un processo creativo, ma anche un’occasione per apprendere qualcosa di se stessi e del proprio gruppo di lavoro! Vi […]

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Riappropriandoci del nostro Diario di Bordo cominciamo il mese di Aprile con un nostro contributo, a suo modo calzante con il tema dell’apprendimento!

Vi raccontiamo un progetto di cui siamo orgogliosissime e nel quale crediamo molto, un processo creativo, ma anche un’occasione per apprendere qualcosa di se stessi e del proprio gruppo di lavoro!

Vi sveliamo una parte del percorso che ci ha viste coinvolte in prima persona tra il 2017 ed il 2018!

Se la domanda “che cosa possono fare arte e coaching per le organizzazioni , le aziende e i contesti lavorativi ?” , vi incuriosisce …forse non dovreste prendere impegni per Venerdì 13 Aprile e dovreste organizzarvi per venire a trovarci !

Per chi non potrà esserci avrete presto altre notizie!

Buona lettura


CHIAMATA ALLE ARTI!

– seconda edizione –

Arte e coaching : processi creativi al servizio dei contesti lavorativi

 

 

L’arte ed il Coaching condividono gli stessi valori: espressione di sé, creatività, scoperta, condivisione intima; e ancora: l’esserci, hic et nunc, l’assenza di giudizio e l’autenticità.

Sulla base di questa convinzione 8 coach del Coaching Club Piemonte Associazione Italiana Coach Professionisti  hanno ideato il progetto Chiamata alle Arti! un nuovo modo di approcciarsi alla formazione ed al benessere lavorativo, dove arte e contesti di lavoro beneficiano reciprocamente delle proprie risorse e potenzialità, grazie e per mezzo del coaching!

Nel 2017 il team del Coaching Club Piemonte di AICP ha affrontato una procedura di selezione delle proposte artistiche ricevute, ha seguito l’incontro tra artisti e contesti lavorativi, ed ha divulgato l’opportunità progettuale ed il “buon coaching” durante un evento patrocinato dal Comune di Torino avvenuto il 21 Maggio 2017.

Da allora 4 degli 8  progetti sono stati realizzati in Piemonte con il coinvolgimento di

Gli artisti hanno avuto l’occasione di approfondire la propria identità, in percorsi di scoperta del proprio potenziale e di ricerca di una strategia volta all’impiego dell’Arte al servizio di un contesto lavorativo.

Le imprese che hanno scelto di beneficiare del progetto, attratte da un particolare tipo di espressione artistica, hanno a loro volta avuto occasione di raggiungere i propri obiettivi di benessere, come ad esempio consolidare il proprio brand, definire l’identità dei team presenti al loro interno, esplorare la natura e la forza delle relazioni dei soggetti partecipanti, valutare e migliorare le strategie interne di efficacia e visibilità, confrontarsi con la leadership, ed altro ancora.

La professionalità e l’etica dei coach AICP del Piemonte ha costituito l’opportunità per i partecipanti al progetto di sperimentare benefici e potenzialità del coaching.

Il team lavora da anni alla propria crescita professionale, alla formazione continua, a progetti sfidanti che abbiano riscontri significativi e duraturi per la società e per le sue componenti attive, e ovviamente alla divulgazione del buon Coaching.

L’anno scorso l’evento è stato un successo !

Per scoprire i contenuti del progetto e per capire se percorsi simili sarebbero calzanti ed utili al vostro team di lavoro, non c’è occasione migliore di partecipare all’evento conclusivo di questo percorso!

In qualità di socie di AICP Piemonte vi invitiamo quindi ,anche quest’anno, all’evento di  presentazione dei risultati del progetto :

Venerdì 13 aprile dalle ore 18.00 alle 21.00

presso il Centro Interculturale di Torino

Con il patrocinio del Comune di Torino, all’evento interverranno il Responsabile Regionale AICP ed i rappresentanti dei contesti lavorativi coinvolti, per offrire ai partecipanti le testimonianze dirette di chi ha già beneficiato dei percorsi dedicati !

Come partecipare? è sufficiente registrarsi su EVENTBRITE!

Vi aspettiamo !

 

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#LUOGHICOMUNI https://www.assistentisocialionline.it/luoghicomuni/ https://www.assistentisocialionline.it/luoghicomuni/#respond Tue, 20 Mar 2018 16:50:31 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1164   Il mese dell’orgoglio è Marzo …senza dubbio!  Orgoglio di essere assistenti sociali , di essere libero professioniste, di essere socie, di essere …entrambe così matte, avventate e appassionate ma anche orgogliose della nostra professione da volerla comunicare in tutti i modi !  Vi raccontiamo riappropriandoci del Diario di Bordo,  proprio oggi 20 Marzo2018, #wswd2018 giornata mondiale […]

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Il mese dell’orgoglio è Marzo …senza dubbio! 

Orgoglio di essere assistenti sociali , di essere libero professioniste, di essere socie, di essere …entrambe così matte, avventate e appassionate ma anche orgogliose della nostra professione da volerla comunicare in tutti i modi ! 

Vi raccontiamo riappropriandoci del Diario di Bordo,  proprio oggi 20 Marzo2018, #wswd2018 giornata mondiale del servizio sociale, un progetto a cui lavoriamo da tempo,

che oggi fà il suo debutto sul web e che ci riempie di orgoglio :

la  puntata zero della web serie #LUOGHICOMUNI! 

…BUONA VISIONE !!!

Perchè abbiamo deciso di creare e produrre  una web-serie ?

Vogliamo raccontare la professione dell’assistente sociale, esporre la nostra visione delle realtà sociali ed aprirci al dialogo con i cittadini e le comunità, comunicando con gli altri, attraverso i social e la rete al fine di contribuire, concretamente, alla rappresentazione della nostra professione, rendendola davvero prossima ai più.

Per questo insieme alla casa di produzione VIDEOZONE di Milano abbiamo lavorato, per mesi, all’ideazione di questa webserie composta da sei puntate!

Ritmo incalzante, passo veloce e stile divertente, diciamocelo fin da subito a tratti dissacrante, la nostra vuole essere una web serie per tutti coloro che usano, frequentano e comunicano con i social e che in pochi minuti vogliono divertirsi, saperne di più e condividere contenuti!

Abbiamo scelto di chiamarla #LUOGHICOMUNI perché vogliamo proprio parlare dei luoghi comuni di cui solitamente sono oggetto gli assistenti sociali, le persone che accedono ai servizi ed i servizi stessi, ma anche perché vogliamo rappresentare concretamente i luoghi che a nostro parere sono di tutti, per tutti e accolgono tutti…i servizi sociali!

L’episodio zero di #luoghicomuni è online da oggi  su YOUTUBE  e su facebook  è comparsa una nuova community la pagina della WEBSERIE #LUOGHICOMUNI  !!!

Perché sei puntate?

L’impianto della webserie è stato pensato per raccontare in ogni puntata un ambito di intervento della professione, uno stereotipo legato ad essa, uno stile di lavoro, un aspetto della vita privata di noi professionisti, un pensiero indicibile e qualche tema a noi caro, come il precariato e la colleganza ma soprattutto il filo conduttore tra le puntate sarà il metodo professionale di lavoro degli assistenti sociali e le sue fasi!

Come sempre però, per noi di Assistenti Sociali Online un progetto non è mai tale… se non può essere è aperto, condiviso e coinvolgere le comunità …ed è per questo che per realizzare le prossime cinque puntate vogliamo di coinvolgere tutti quelli che vorranno partecipare!

Partecipare a  partire dalla costruzione della sceneggiatura con le  idee, racconti , immagini, critiche costruttive e suggestioni per arrivare al finanziamento e aiutarci nel sostenere la copertura dei costi di produzione di  un progetto così importante e …ambizioso !!!

Come si può  fare a contribuire con le idee?

Scriveteci sulla pagina facebook WEBSERIE #LUOGHICOMUNI  cosa vorreste fosse rappresentato e vi passa per la testa se vi diciamo assistente sociale… luoghi comuni, pensieri, emozioni, descrizioni di uffici, abitazioni, gag, storie di vita, storie professionali, storie di precariato, stili, ambiti di lavoro, esperienze… e chi più ne ha più ne metta! Ricordatevi di inserire il nostro hashtag di riconoscimento nel post: #luoghicomuni!

Come si può contribuire materialmente a finanziare il nostro progetto e permetterci di girare nuove puntate? 

Il progetto prevede la realizzazione e messa online di una puntata ogni qualvolta raggiungiamo il budget di 7.000 euro a copertura di tutte le spese previste, per questo se il progetto vi piace potete contribuire partecipando alla raccolta fondi cliccando sulla pagina https://www.produzionidalbasso.com/p…/webserie-luoghicomuni/ !

Ringraziamo  VIDEOZONE per l’intenso lavoro, gli attori Michele di Giacomo e Mauro Cipriani per la professionalità dimostata, le comparse Riccarda Viglino,Domenico Catalano Sara Sinigaglia e Annacarla Vezzetti per l’allegra partecipazione, Casa del Quartiere di San Salvario -Torino- per l’ospitalità e la pazienza, la ditta Facciamo una Pausa Caffè? – Vidamatik per la fornitura del materiale!

Si ringraziano collegh*, amici, parenti per aver contribuito alla realizzazione della puntata pilota partecipndo all’iniziativa tazze e caldenari selfmade ma non solo!

Attendiamo trepidanti i vostri suggerimenti e commenti, le vostre proposte ed idee e se avrete voglia… donazioni !

Le musiche arrivano da :
http://www.joshwoodward.com/
http://www.lloydrodgers.com/
http://audionautix.com/
Creative Commons License 3.0

 

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SOLO IL MIO PARRUCCHIERE PUO’ DIRMI DI ABBASSARE LA TESTA!!! https://www.assistentisocialionline.it/cioccadopociocca/ https://www.assistentisocialionline.it/cioccadopociocca/#respond Mon, 19 Feb 2018 23:00:49 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1120 Contrastare lo svantaggio, fin da subito , anzi da  prima …si può fare ! Nel terzo contributo sul tema leggerete come attraverso azioni tanto semplici quanto importanti, quali la formazione e l’attivazione di progetti concreti e attenti ai bisogni occupazionali dei più giovani e del territorio, si possa attivare un circolo virtuoso funzionale alla trasmissione di […]

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Contrastare lo svantaggio, fin da subito , anzi da  prima …si può fare !

Nel terzo contributo sul tema leggerete come attraverso azioni tanto semplici quanto importanti, quali la formazione e l’attivazione di progetti concreti e attenti ai bisogni occupazionali dei più giovani e del territorio, si possa attivare un circolo virtuoso funzionale alla trasmissione di valori utili alla crescita dei più giovani e a contrastare lo vantaggio. 

Responsabilità, dignità, solidarietà : valori attivatori di azioni di cittadinanza e di progettualità, azioni innovative ed attente anche al benessere dei soggetti più fragili capaci di creare da un esercizio commerciale un servizio, professionale e di cura del corpo, in favore di chi per uscire da una situazione di svantaggio …ha “soltanto” bisogno di rialzare la testa!

Tutto questo e molto altro… nel contributo di Roberta Chiabrando! 

Roberta, conosciuta da una di noi durante una delle sue più importanti e coraggiose lotte, è un’educatrice professionale che opera nella formazione professionale in Engim Piemonte  da 24 anni; ha per lungo tempo coordinato i corsi del settore handicap – fino al 2005-  e continuato a combattere con cuore e competenza da allora per garantire che svantaggio non significasse esclusione.

Roberta si occupa da anni a Pinerolo di orientamento e formazione dei giovani a rischio e  quest’anno coordina i corsi del settore benessere – indirizzo acconciatura, continuando a fare l’orientatrice!

Non ci resta che augurarvi di essere ispirati, così come lo siamo state noi , nel leggere il suo contributo !

Buona lettura e Grazie Roberta!!!!


 

SOLO IL MIO PARRUCCHIERE PUO’ DIRMI DI ABBASSARE LA TESTA!!!

Per Engim Piemonte (Agenzia Formativa fondata nel 1979 dalla Congregazione dei Giuseppini del Murialdo) la formazione umana, culturale e professionale  dei ragazzi e dei giovani  è  sempre stata il fulcro e il punto d’incontro di ogni attività.

“La centralità della persona“ così come lo è stato per San Leonardo Murialdo nella  Torino dell’800, lo è tutt’oggi in tutte le azioni educative e formative dell’Engim, in cui il centrare l’opera educativa sul ragazzo è mettere in atto una pedagogia preventiva affinché nessuno possa cadere in balia della mancanza di valori.

Da 36 anni la sede di Pinerolo si impegna a dare ai giovani del territorio una formazione professionale atta ad inserirsi nel mondo del lavoro, con la certezza che attraverso il lavoro i giovani, non solo troveranno lo strumento per il sostentamento economico, ma anche il mezzo per affermare la propria personalità e dignità all’interno della società.

E proprio nella sede di Pinerolo quest’anno si è aperta una nuova sfida: gestire un quarto anno “Tecnico dell’Acconciatura” per conseguire un diploma professionale regionale e, parallelamente, conseguire l’abilitazione alla professione da acconciatore. Un percorso formativo che andrà a completare la professionalità e la formazione degli allievi parrucchieri già qualificati, al termine di un percorso triennale. Ma soprattutto un percorso formativo finanziato con la modalità duale, cioè con un nuovo modello didattico nato per fornire ai giovani le conoscenze di base e le competenze necessarie per inserirsi nel mercato del lavoro, alternando le ore di studio a ore di formazione in aula e ore trascorse all’interno delle aziende. Sempre all’interno dell’alternanza scuola-lavoro si realizza la metodologia dell’impresa simulata: un’azienda virtuale animata dagli studenti, che svolgono un’attività di mercato in rete e ha come modello di riferimento un’azienda reale.

Fin dalle prime riunioni i formatori di tutte le materia del corso (italiano, inglese, cultura, matematica e laboratorio) si sono entusiasmati ed hanno lavorato insieme per poter offrire ai 19 allievi iscritti (di età compresa tra i 17 e i 24 anni) la possibilità di progettare un ambiente simulato, ma il più possibile vicino a quello che a breve si troveranno ad affrontare, cioè l’apertura di un salone di acconciature.

Nell’arco dei primi due mesi di corso gli allievi hanno scelto (studiando) la tipologia di società più conveniente con cui attivare l’impresa, andandone a definire la ragione sociale. Attraverso dei lavori a gruppi è stato poi scelto un nome e la veste grafica di un logo per il salone di prossima apertura (Ciocca dopo Ciocca). Nelle ore di matematica è stato affrontato lo studio delle eventuali operazioni bancarie necessarie per la start-up (finanziamenti, apertura e gestione conti correnti) per  arrivare, infine, a stilare l’atto costitutivo, firmato di fronte al Direttore del nostro Centro.

A questo punto non rimaneva che “cercare” i potenziali clienti su cui gli allievi potessero realmente esercitarsi con shampoo, tagli, pieghe, colorazioni e contrasti. In prima battuta si è pensato di aprire il salone ai dipendenti interni all’Engim (sostenendo, tramite una donazione volontaria, un progetto di Engim Internazionale atto ad acquistare materiale per l’apertura di una bottega artigianale in Guinea Bissau). Questo avrebbe permesso ai ragazzi di esercitarsi su clienti reali, ma di avere comunque sempre relazioni “protette” (bene o male chi lavora nella formazione conosce i suoi ragazzi, pur sforzandosi ci si relaziona in modo comprensivo…)

La necessità di avere clienti veri, ma allo stesso tempo l’esigenza di non metterci in concorrenza con i negozi di parrucchieri esterni (nostri primi collaboratori in quanto aziende ospitanti dei ragazzi in alternanza e futuri loro datori di lavoro), ci ha spinti a pensare che il lavoro di questo nuovo salone potesse trasformarsi nell’opportunità  di mettere insieme l’impegno personale di ciascun ragazzo con il valore della solidarietà sociale, offrendo il servizio a qualcuno che, per motivi economici o di svantaggio, non potesse permettersi di accedere ad un servizio di benessere.

I ragazzi e le ragazze del corso hanno dunque predisposto una presentazione dell’impresa da sottoporre al Consorzio Intercomunale dei Servizi Sociali di Pinerolo sotto forma di progetto dal nome “SOLO IL MIO PARRUCCHIERE PUO’ DIRMI DI ABBASSARE LA TESTA”.

Il progetto prevede che le Assistenti Sociali individuino sul territorio le situazioni di maggiore difficoltà economica, a cui consegnare dei buoni per accedere gratuitamente ad un servizio di taglio, colorazione o piega. L’obiettivo è di ridare dignità a persone che, per i più svariati motivi, stiano attraversando un momento di difficoltà economica, ma che proprio attraverso la cura di sé potranno riacquistare un po’ di fiducia in loro stessi per rimettersi in gioco, magari presentandosi ad un colloquio di lavoro in ordine oppure ritrovando la voglia di uscire di casa con la scusa di farsi fare i capelli.

Il progetto risponde dunque ad una duplice esigenza: quella degli allievi di esercitarsi su clienti reali e quella di chi attraversa un momento difficile di prendersi un momento per la cura di sé.

E così si impara facendo del bene e si insegna che il lavoro è anche un valore in quanto ha a che fare con la dignità, perché valorizza le persone all’interno di un gruppo, sostiene le relazioni tra i soggetti e genera responsabilità per il bene comune.

 

 

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CREARE, IMMAGINARE, INNOVARE. UNA DISPOSIZIONE DELLA MENTE https://www.assistentisocialionline.it/1087-2/ https://www.assistentisocialionline.it/1087-2/#respond Mon, 29 Jan 2018 20:34:31 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1087 Questa volta siamo davvero all’ultimo contributo del mese sul tema dell’innovazione, parola d’onore!! Ospite del nostro blog è Riccarda Viglino insegnante, formatrice (e … mamma di Giulia) che già in tempi non sospetti ci ha già donato il suo personale contributo su un altro tema importantissimo : la Felicità ! Per conoscere meglio Riccarda e il suo […]

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Questa volta siamo davvero all’ultimo contributo del mese sul tema dell’innovazione, parola d’onore!!

Ospite del nostro blog è Riccarda Viglino insegnante, formatrice (e … mamma di Giulia) che già in tempi non sospetti ci ha già donato il suo personale contributo su un altro tema importantissimo : la Felicità !

Per conoscere meglio Riccarda e il suo blog sui temi dell’apprendimento cooperativo cliccate qui :  Riccarda Viglino …mentre per capire perchè Riccarda sostiene che “oggi più che mai abbiamo bisogno di creatività ed innovazione” e  quindi perchè dovremmo permettere ai nostri bambini di sviluppare, attivare ed  abituarsi a lasciare la mente libera di creare , immaginare ed innovare dedicatevi alla lettura del suo importante contributo!

Grazie a Riccarda e …buona lettura !


Il futuro non è un luogo dove andiamo, ma un luogo che creiamo. Le strade non devono essere trovate, ma costruite e l’attività di costruirle cambia sia il costruttore che la destinazione.

(John Schaar politologo)

 

CREARE, IMMAGINARE, INNOVARE. UNA DISPOSIZIONE DELLA MENTE

Quante volte ci è capitato di sentire la frase “Non sono creativo, sono fatto così” quasi che le capacità creative abbiano origine genetiche, risiedano nei nostri geni e cromosomi. Per fortuna non è così. Tutti gli esseri umani infatti possiedono la capacità di generare idee, prodotti, tecniche, soluzioni, originali ed intelligenti se questa capacità viene stimolata e sviluppata così da trasformarsi in disposizione della mente.

Nei paesi anglosassoni li definiscono “Habits of Mind”, gli abiti della mente. Comunemente in italiano si parla di atteggiamenti, altri li traducono con disposizioni della mente. Non sono abilità ma modalità con le quali si agisce, si utilizzano le conoscenze, si dà senso alle proprie attività. Gli atteggiamenti sono il modo con il quale si dà “sapore” e “colore” alle azioni, ci permettono di distinguere il livello di qualità delle azioni stesse,

“[Le disposizioni] sono abitudini della mente, inclinazioni, tendenze e caratterizzazioni. Diversamente dalle abilità, non sono mai pienamente possedute, ma piuttosto sono atteggiamenti che sembrano caratterizzare la volontà dell’essere umano: avere un atteggiamento a interrogarsi, a perseverare quando una risposta non è immediatamente conosciuta, ed essere disponibili a cambiare la propria mente alla luce di una nuova informazione” (Costa & Liebmann, 1997, p. 2).

Costa e Kallick (2007) ne individuano 16:

  1. Persistere
  2. Gestire l’impulsività
  3. Ascoltare con comprensione ed empatia
  4. Pensare flessibilmente
  5. Pensare sul pensare (metacognizione)
  6. Impegnarsi per l’accuratezza
  7. Porre domande e problemi
  8. Applicare la conoscenza già posseduta a nuove situazioni
  9. Comunicare con chiarezza e precisione
  10. Raccogliere informazioni attraverso tutti i sensi
  11. Creare, immaginare, innovare
  12. Rispondere con meraviglia e stupore
  13. Assumersi rischi responsabili
  14. Provare un senso di umorismo
  15. Pensare in modo interdipendente
  16. Rimanere aperti a un apprendimento continuo

Tra queste al punto 11 dell’elenco troviamo: Creare, immaginare, innovare.

Le persone innovative hanno visioni, immaginano, prefigurano; non aspettano ma anticipano. Il pensatore creativo non si scoraggia ma persevera, si spinge oltre i limiti delle proprie conoscenze ed abilità, genera e mantiene standard di qualità elevati, inventa nuovi modi di vedere una situazione esaminando possibilità alternative da molte angolature, è capace di cambiare prospettiva. Si tratta di persone aperte e disponibili a giudizi critici, che esplicitano le loro idee ed espongono i propri prodotti perché altri li giudichino, che cercano feedback nello sforzo crescente di migliorare.

Chi sa creare, immaginare ed innovare spesso possiede e coltiva altre disposizioni della mente. Le persone creative innovano assumendosi rischi, andando oltre i limiti stabiliti, accettano la confusione e l’incertezza, anzi ne sono stimolati. Considerano gli ostacoli come opportunità sfidanti e stimolanti, in grado di produrre sviluppo.

Utilizzano la metacognizione, sanno pensare sul pensare. Sanno predisporre un piano d’azione, riflettere su di esso, valutarlo e modificarlo; predispongono strategie per ricercare o produrre le informazioni necessarie.

Si pongono e pongono domande, individuano problemi. Sanno come fare domande per colmare il vuoto tra ciò che conoscono e ciò che non conoscono, riconoscono fenomeni e discrepanze presenti nel loro ambiente, indagano sulle cause che li determinano.

Sanno applicare la conoscenza pregressa a nuove situazioni richiamando il loro archivio di conoscenze ed esperienze e le utilizzano per affrontare nuove sfide poiché sono capaci di rielaborarle ed organizzarle.

Pensano in modo flessibile, sanno accostarsi ad un problema da una nuova angolatura, utilizzando un nuovo approccio, sono capaci di “pensiero laterale”. Hanno fiducia nelle loro intuizioni, considerano pensieri e punti di vista alternativi, non temono la diversità.

Si impegnano ad apprendere in modo continuo, cercano di fare progressi, crescere, apprendere, modificare se stessi. Sono fiduciosi e curiosi, sanno di non sapere e non hanno paura di scoprirlo, colgono nell’apprendimento la bellezza della scoperta.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di creatività ed innovazione, abbiamo bisogno di persone che sappiano non tanto produrre nuovi oggetti o nuove app di per sè innovativi ma che si riferiscono ad un mondo ed a un modello di sviluppo vecchi e lacunosi, ma sappiano piuttosto immaginare il futuro ed anticiparlo, che non siano spaventate dalla complessità e dall’eterogeneità ma sappiano cogliere la bellezza della sfida. Il nostro mondo esige soluzioni e risposte tutte da costruire.  I tempi bui sono incubatrici del nuovo, sta a noi contribuire a questa nascita e determinare la qualità e la bellezza di ciò che faremo nascere. In sostanza il mondo che lasceremo ai nostri figli.

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INNOVAZIONE https://www.assistentisocialionline.it/1082-2/ https://www.assistentisocialionline.it/1082-2/#respond Mon, 29 Jan 2018 19:35:54 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1082 Ci sono temi che sono impegnativi e complicati da affrontare ed altri , non meno complessi, che smuovono e solleticano l’interesse di chi ci segue e ci supporta più facilmente! Sono temi che, proprio  grazie ai contributi che ci vengono regalati, possono essere esplorati da punti di vista inediti,  creativi ed inconsueti ed aprire veri  e […]

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Ci sono temi che sono impegnativi e complicati da affrontare ed altri , non meno complessi, che smuovono e solleticano l’interesse di chi ci segue e ci supporta più facilmente!

Sono temi che, proprio  grazie ai contributi che ci vengono regalati, possono essere esplorati da punti di vista inediti,  creativi ed inconsueti ed aprire veri  e propri spazi di riflessione e confronto!

E’ il caso della riflessione che ci ha inviato , su nostro invito, Reginaldo Palermo, nel quinto ( ma non ultimo!!!) contributo del mese sul tema della innovazione !

Reginaldo Palermo è stato maestro elementare e direttore didattico,  è vicedirettore della testata on line www.tecnicadellascuola.it e si occupa da anni di problemi di politica scolastica e di pedagogia.

Che cos’è l’innovazione in natura ? Quante e quali sono le opportunità di cambiamento e rinnovamento che gli altri sistemi di vita presenti sulla terra hanno attivato, finora, per adattarsi e modificarsi con il cambiare delle proprie condizioni di vita ? Forse l’innovazione non è sempre qualcosa di …nuovo!

Ringraziamo  Reginaldo per il tuo contributo …e vi invitiamo a leggerlo con occhi nuovi e dirci cosa ne pensate!


INNOVAZIONE

Essendomi stata chiesta una riflessione sul tema dell’innovazione sono andato subito a ricercare la parola nel dizionario Treccani e ho trovato la definizione più ovvia e conosciuta: “l’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione”.

Ma ho scoperto anche una accezione molto tecnica del termine che non conoscevo:  in botanica, si intende innovazione un giovane ramo di muschi e di altre piante inferiori; in altre piante superiori l’innovazione è il germoglio.
E cos’è un germoglio se non qualcosa da cui ha origine nuova vita?

Incominciamo quindi a mettere un primo punto fermo: possiamo parlare di innovazione quando ci troviamo di fronte a fatti/eventi che promuovono la vita e l’evoluzione.
Insomma, potremmo dire che non ogni cambiamento è innovazione.
L’innovazione, per essere davvero tale, deve essere significativa e deve indurre “programmi” duraturi ed estesi.
Molto spesso, invece, usiamo l’aggettivo “innovativo” per riferirci a cambiamenti e “novità” limitate che vanno a vantaggio di pochi gruppi o poche categorie di persone o che, addirittura, hanno “effetti collaterali” poco desiderabili.
Facciamo un esempio.
Negli ultimi due-tre decenni l’uso di attrezzature ultraleggere, tra cui bombole di ossigeno che pesano poco più due chili (Compagnoni e Lacedelli scalarono il K2 con bombole da 20 chili!) ha aperto la strada degli “ottomila” a plotoni di alpinisti: una bella innovazione, si dirà!
Ma forse no, se si pensa che – come si legge nei racconti di molti alpinisti – il Colle Sud dell’Everest, da dove partono le spedizioni per l’attacco finale alla montagna, è ormai diventata una vera e proprio “discarica” a cielo aperto con cumuli incredibili di bombole vuote.
Tanto è vero che Reinhold Messner (e altri con lui) si sono rifiutati per anni di scalare un qualunque ottomila con l’ossigeno.
Allora: sono innovative le bombole ultraleggere o sono innovativi i metodi di allenamento e di preparazione psico-fisica di chi sale senza farsi aiutare dalle bombole?
D’altronde uno dei massimi filosofi di questi ultimi decenni, il francese Edgar Morin, ci ricorda che il vero (e forse l’unico) problema di cui oggi ci dovremmo occupare seriamente ha a che fare con una domanda semplice ma imbarazzante al tempo stesso:  quale mondo vogliamo lasciare alle nuove generazioni?
In una intervista rilasciata qualche tempo fa al Venerdì di Repubblica Morin diceva: “In passato si pensava che la storia fosse guidata dalla legge del progresso. Le crisi del XX secolo hanno spazzato questa illusione”.
E concludeva:  “Al sistema terrestre minacciato da tutte le parti resta solo la via della metamorfosi.

In natura, un sistema, quando non riesce più a risolvere i propri problemi vitali, se non vuole perire, è costretto alla metamorfosi. Il bruco è capace di autodistruggersi e autoricostruirsi per diventare una farfalla. L’idea della metamorfosi non è una follia, è una realtà che si è già realizzata altre volte nella storia del Pianeta, nella preistoria ma anche nel Medioevo”.(L’intervista completa è disponibile qui  !)

Ecco, forse, più che inseguire l’innovazione a tutti i costi dovremmo incominciare a pensare alla metamorfosi.

 

 

 

 

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ANNO NUOVO , VITA NUOVA … la solita solfa? https://www.assistentisocialionline.it/anno-vita-nuova-la-solita-solfa/ https://www.assistentisocialionline.it/anno-vita-nuova-la-solita-solfa/#respond Mon, 29 Jan 2018 19:01:01 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1076 Il quarto (ma non ultimo! ) contributo del mese sul tema dell’innovazione è stato scritto da  Silvana Serrano.  Silvana oltre ad essere una  competente , attenta e validissima Life Coach con la quale abbiamo la fortuna di condividere avventure, gioie e fatiche all’interno della Associazione Italiana Coach Professionisti, è anche dottoressa in Scienze Psicologiche dell’intervento clinico! Con […]

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Il quarto (ma non ultimo! ) contributo del mese sul tema dell’innovazione è stato scritto da  Silvana Serrano. 

Silvana oltre ad essere una  competente , attenta e validissima Life Coach con la quale abbiamo la fortuna di condividere avventure, gioie e fatiche all’interno della Associazione Italiana Coach Professionisti, è anche dottoressa in Scienze Psicologiche dell’intervento clinico!

Con la stessa capacità di creare un clima rasserenante di accoglienza ed ascolto, autenticità, empatia che la contraddistinguono e  con  il  metodo e le competenze che Silvana attiva per co-costruire assieme alle persone  percorsi di miglioramento ed autosviluppo, ci  descrive nel suo articolo come  partendo dai buoni propositi , possiamo attivare un vero e proprio cambiamento ed innovazione nelle nostre vite  proprio attraverso il …coaching! 

Perchè i cambiamenti positivi possano essere concretamente presenti e declinabili nelle nostre vite quotidiane ci sono  obiettivi da declinare, strategie da attivare ed azioni concrete da compiere …e se vogliamo far sì che i nostri intrecci di pensieri, emozioni, parole e gesti tornino ad essere il nostro abito più comodo , in cui sentirci perfettamente a  nostro agio, dobbiamo solo iniziare ! 

Per conoscere meglio Silvana ed i percorsi di crescita personale e coaching che offre vi consigliamo di dare una occhiata al suo sito e consultare la sua pagina Facebook! 

Buona lettura e …Grazie Silvana!


ANNO NUOVO , VITA NUOVA … la solita solfa?

Ad inizio anno è quasi scontato pensare al cambiamento. Sia perché iniziamo a stilare una lunga lista di buoni propositi che, raramente, porteremo tutti a compimento, sia perché ci tornano in mente i momenti difficili e pesanti dell’anno appena finito che ci spingono a desiderare che le cose si modifichino e infine perché ci rendiamo conto che, nel corso dell’anno, sono avvenuti dei cambiamenti che la vita stessa ci ha imposto.

Magari, ci guardiamo allo specchio e ci rendiamo conto che il nostro viso è cambiato: sembriamo più grandi o, addirittura, vediamo qualche ruga in più o i primi capelli bianchi. Oppure osserviamo il nostro bambino e ci rendiamo conto di quanto sia cresciuto, di quanto sia cambiato. Non parliamo poi se il bambino è diventato adolescente : non è un cambiamento quello, ma una vera rivoluzione!

 Sì, perché … che ci piaccia o meno il cambiamento è inevitabile!

 La materia cambia continuamente, si trasforma, cresce per poi morire.

La biologia c’insegna che ogni 7 anni il nostro organismo rinnova completamente le sue cellule, ad eccezione di quelle del sistema nervoso.  Il nostro corpo cambia e noi possiamo fare poco a riguardo. Anche le condizioni sociali, politiche ed economiche mutano e possono imporci cambiamenti, così come i mutamenti nella nostra vita possono essere conseguenza delle scelte di altri o del destino. Insomma: La vita umana è composta da ritmi e da cicli e non si può prescindere dal mutamento.

Magari non ci piace, addirittura ci fa paura, ma non possiamo evitare che arrivi: o ci adattiamo al cambiamento o rimaniamo indietro. E’ il modo in cui ci relazioniamo alle innovazioni che determina la nostra evoluzione o involuzione.

 Se il cambiamento è inevitabile, la crescita personale, però, è una scelta.

Occorre a mio parere distinguere le innovazioni su cui abbiamo poco o nulla potere, da ciò che può essere un mutamento intenzionale, cioè un’innovazione autodeterminata e durevole dei nostri comportamenti, abitudini, competenze, credenze, stati emotivi e percezioni. In poco parole: scegliere intenzionalmente di evolverci.

Solitamente, l’incipit di un cambiamento è dato da un’ insoddisfazione per uno stato di cose ( una relazione, un nostro comportamento, un lavoro …) che non è come si vuole.

E’ quello che nel coaching umanistico definiamo “la situazione alpha”, iniziale: la persona si trova in una condizione problematica e percepisce la voglia di rivoluzionare poco o tanto la sua esistenza, sente il bisogno di affrontare qualcosa o fuggire da qualcosa, ma non ha ancora un progetto chiaro di ciò che vuole raggiungere e perché.

Questo è un passaggio molto importante per quanto riguarda il desiderio di cambiamento: essendo per lo più stimolato da una situazione problematica, commettiamo l’errore di concentrare le nostre energie mentali e fisiche solo su ciò che si vuole smettere di fare, su dove non si vuole più vivere, lavorare, con chi non si vuole più stare.

Il motivo per cui molti buoni propositi per il nuovo anno non vengono mantenuti è perché spesso non siamo abili a formulare efficacemente i nostri obiettivi che, tanto per iniziare, devono essere formulati sempre in POSITIVO. Solo così iniziamo ad intravedere la direzione che vogliamo far prendere alla nostra vita.  Non basta dire : “Sono logorata dai continui litigi con mio figlio” e, quindi, mettersi l’obbiettivo “Non voglio più litigare con lui”. Occorre chiedersi dettagliatamente “ Dove voglio andare?” e quindi, mettersi un obbiettivo positivo, del tipo “Migliorare la relazione con mio figlio”.

Ma ancora non è sufficiente. Per formulare un obbiettivo efficace, dobbiamo scendere nel dettaglio, renderlo SPECIFICO. Per tornare all’esempio di prima: Cosa vuol dire andare d’accordo, concretamente con questo figlio? E poi ancora, continuare a riflettere per scendere ancora più nel dettaglio della concretezza della vita di tutti i giorni.

Un obbiettivo ben formulato deve anche essere MISURABILE, cioè: come verifico che le strategie che sto mettendo in atto per migliorare la relazione con mio figlio stanno producendo i risultati desiderati? E poi devo chiedermi: “Quanto di quello che mi sono prefissato di fare dipende da me? E’ realistico? O mi sono lasciato prendere da un eccesso di entusiasmo ed è un obiettivo sovradimensionato? Oppure è prevalsa la mia natura pessimista e mi sono messo un obiettivo sottodimensionato?”

Chi a tempo, non aspetti tempo

 Se abbiamo degli obbiettivi, perciò dei cambiamenti da realizzare, dobbiamo poi iniziare subito. Quante volte ci diciamo “lo farò domani” e poi non lo facciamo mai. Pensiamo che “un giorno” raggiungeremo i cambiamenti desiderati, ma il problema è che quel “domani” non arriva mai se non abbiamo la determinazione  di iniziare qualcosa adesso. Ecco perché dobbiamo anche verificare se il nostro obbiettivo è ECOLOGICO, cioè: ciò che mi sono prefissato è compatibile con tutto ciò che io sono? Soddisfa i miei valori fondamentali? Perché lo voglio davvero? Che convinzioni mi servono per farmi essere perseverante nel raggiungerlo? Quali abilità personali potrò usare? Quali abitudini dovrò perdere e con quali potrò sostituirle? Quali ostacoli e quali opportunità potrò incontrare?

Se ti diverti, cresci molto più velocemente

Impariamo ad inserire il divertimento nel raggiungere i nostri obbiettivi più importanti. Questo perché, passato l’entusiasmo iniziale, chi ce lo fa fare di impelagarsi a lungo in strade complesse, senza passione e divertimento?

Divertirsi non significa che l’obbiettivo debba essere divertente. Possiamo avere obbiettivi importanti e tutt’altro che divertenti, ma dobbiamo ricordarci che la vita è troppo breve e, spesso, molto strana, per prenderla troppo sul serio. Il modo per inserire il divertimento per raggiungere gli obbiettivi più importanti, c’è: dobbiamo  solo inventarlo!

Il grande potere dell’immaginazione

Se immaginiamo i benefici e riusciamo ad anticipare la gioia del nostro successo scopriremo in noi quella spinta in più verso il cambiamento. Anche solo per il fatto che ci stiamo avvicinando ad un nostro piccolo successo, aiuta ad evitare sensi di frustrazione e di fallimento.

Un modo originale ed efficace per raggiungere i nostri obbiettivi nel nuovo anno può essere quello di far finta di averli già raggiunti. Già, ma come? Incominciando a camminare, a parlare e ad agire come se noi avessimo già ottenuto i cambiamenti desiderati, pian piano vedremo che quelle cose entreranno a far parte della nostra vita e ci faciliteranno nel raggiungimento della meta.

Forza allora quali cambiamenti? Quali obbiettivi per il nuovo anno?

Prendete carta e penna, perché, last but not least, gli obiettivi devo sempre essere messi per iscritto per dare valore alla nostra meta e prendere un impegno con noi stessi. Inoltre un obiettivo scritto aiuta a focalizzare le attività necessarie a realizzarlo, aiuta a scegliere sia cosa fare, sia cosa non fare.

E se mi venisse paura? E se mi sentissi poco sicuro?

Quando si parla di cambiamento, è facile provare la paura di lasciare qualcosa che comunque si conosce, anche se non ci fa stare bene o non ci piace, per qualcosa di ignoto o di incerto.

Occorre cambiare paradigma, riguardo al cambiamento. Cambiare non significa che dobbiamo buttare alle ortiche tutto quello che abbiamo fatto finora, né che siamo sbagliati e, quindi, dobbiamo annullarci come persona. Cambiare significa evolversi.

Pensiamoci bene:  sicuramente nel corso della nostra vita abbiamo imparato cosa poteva essere bene per noi e cosa no. Se siamo riusciti a far tesoro delle esperienze e ad imparare dagli errori, magari siamo già riusciti a cambiare qualche nostro approccio e strategia. In altre parole: siamo riusciti a crescere, ad evolverci e, quindi, a vivere già dei cambiamenti nella nostra vita. Il punto è che, forse, non ce ne siamo resi conto o non abbiamo saputo sfruttare al meglio questo processo.

Ecco che un buon lavoro di coaching serve a far maturare la coscienza personale, per discernere tra ciò che è da tenere e potenziare, cioè i punti di forza, le potenzialità che, se allenate, diventano poteri in grado di ottenere risultati ed amplificarli, mitigando i nostri punti deboli, affinché non ci possano più far male.

Cambiare significa quindi auto superarsi, alla ricerca della nostra integrità. Non dobbiamo trasformarci in nessun altro, dobbiamo tendere a diventare la miglior versione di noi stessi, sforzandoci di uscire quel tanto che basta dalla nostra zona di confort perché … quello che ci ha portato fino a qui, non ci porterà oltre.

 

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Il Servizio IESA dell’ASL TO3 https://www.assistentisocialionline.it/servizio-iesa-dellasl-to3/ https://www.assistentisocialionline.it/servizio-iesa-dellasl-to3/#respond Mon, 22 Jan 2018 18:00:02 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1071 Ed ecco a voi il terzo articolo sul tema dell’innovazione! L’équipe del del Servizio IESA dell’ ASL TO3 propone a tutti noi alcune riflessioni sull’inserimento Eterofamiliare supportato di Adulti sofferenti di disturbi psichici, ovvero l’offerta di ospitalità nei loro confronti da parte di famiglie di volontari. Un servizio che ha una tradizione molto antica, eppure […]

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Ed ecco a voi il terzo articolo sul tema dell’innovazione!

L’équipe del del Servizio IESA dell’ ASL TO3 propone a tutti noi alcune riflessioni sull’inserimento Eterofamiliare supportato di Adulti sofferenti di disturbi psichici, ovvero l’offerta di ospitalità nei loro confronti da parte di famiglie di volontari. Un servizio che ha una tradizione molto antica, eppure tutt’oggi portatore di grande innovazione!

Ringraziandoli per il contributo auguriamo a tutti voi di lasciarvi accompagnare nella scoperta delle particolarità di un servizio unico nel suo genere!

Buona lettura!

 

 

L’offerta di ospitalità per persone con disagio psichico da parte di famiglie di volontari ha una tradizione molto antica, eppure è a tutt’oggi portatrice di grande innovazione e foriera di un ribaltamento del paradigma che vede il paziente psichiatrico inserito esclusivamente in luoghi istituzionali. Tale esperienza è attualmente diffusa in diverse aree, ha radici solide in Germania e Francia, e nel Regno Unito è stata al centro di una ristrutturazione del welfare, nell’esperienza di Shared Lives, che ha consentito una notevole riduzione dei costi per la sanità a fronte di una risposta di grande efficacia clinica e sociale, parallela all’implementazione dell’offerta di cura. In Italia questo tipo di intervento nasce a Collegno presso l’attuale ASL TO3 nel dicembre 1997 per opera del Dott. Gianfranco Aluffi, ispirato dal modello tedesco, ed è stato via via diffuso in altre regioni italiane.

Nonostante l’iniziale diffidenza e la necessità sempre attuale di sensibilizzare la popolazione per consolidare la diffusione della cultura dell’accoglienza, in questi 20 anni di attività il Servizio IESA dell’ASL TO3 ha gestito circa 250 progetti di integrazione, arrivando a coinvolgere nel percorso di selezione un migliaio di candidati. Ad oggi, la maggior parte dell’utenza proviene dalla salute mentale, ma da alcuni anni il servizio è aperto anche alle aree della disabilità, delle dipendenze, della neuropsichiatria infantile ed di altri tipi di disagio.

Non si tratta di un’attività improvvisata, di “spontanea accoglienza”, ma di uno strumento terapeutico e riabilitativo che, in linea con le direttive dell’OMS e secondo quanto evidenziato dai risultati delle ricerche scientifiche, valorizza l’ambiente familiare come promotore di salute, con l’obbiettivo primario di un reinserimento nel tessuto sociale della persona in difficoltà. I progetti di convivenza sono adeguatamente strutturati, puntualmente monitorati e supportati da un’équipe di professionisti, che garantiscono inoltre una pronta disponibilità telefonica sulle 24 ore, 7 giorni su 7. Non esistono “famiglie tipo”, né “pazienti tipo”, ma “abbinamenti” creati con cura dagli operatori del Servizio, che cercano di individuare le potenzialità degli ospitanti che possano felicemente rispondere alle necessità dell’ospite, all’interno di progetti individualizzati e costruiti insieme a tutti i protagonisti (ospite, ospitante, curanti). I volontari, siano essi single, coppie, famiglie, famiglie allargate o persone legate da qualunque altra forma di relazione, assimilabili ad un “nucleo abitativo e affettivo”, devono, come requisito primario, avere uno spazio da dedicare all’ospite, una stanza a suo uso esclusivo; inoltre viene richiesto un ambiente relazionale sereno ed accogliente e un po’ di tempo libero. In cambio ricevono un rimborso per le spese di mantenimento e la possibilità di fare un’esperienza arricchente, affettiva e relazionale, con una ricaduta sociale molto preziosa.  Anche chi non ha la possibilità di ospitare presso il proprio domicilio può candidarsi per progetti a tempo parziale, mettendo a disposizione il proprio tempo libero per affiancare un utente e coinvolgerlo in attività “normali”, quotidiane o di svago, all’interno del proprio nucleo familiare o sul territorio. Anche questo tipo di progetti beneficia di un rimborso spese e del supporto continuativo dell’équipe.

Lo IESA consente alle istituzioni pubbliche un apprezzabile risparmio economico associato a un’ottima performance in termini di risultati terapeutico – riabilitativi e sul versante della qualità di vita, offrendo così ad un maggior numero di persone la possibilità di usufruire di un’opportunità di cura individualizzata e promotrice di autonomia. Recentemente la Regione Piemonte ha riconosciuto il valore di questo tipo di esperienza e ha individuato nel Servizio IESA dell’ ASL TO3 il centro esperto che si farà promotore della diffusione di questo strumento di cura su tutto il territorio piemontese.

Le mura degli ospedali psichiatrici possono essere considerate realmente “abbattute”, grazie a questo tipo di progetti che stimolano la società a imparare a farsi carico della sofferenza dei suoi membri più fragili, valorizzando le risorse presenti sul territorio, e incoraggiando attraverso l’incontro autentico e il confronto un circolo virtuoso di maggiore sensibilità e consapevolezza sul tema della salute mentale, spesso ancora intriso di pregiudizio, scarsa informazione e stigma.

Lo IESA può incarnare la possibilità di un mantenimento della “normalità”, attraverso la “straordinaria” offerta di chi apre le porte di casa sua e della sua quotidianità a una persona in difficoltà.

Per approfondimenti è possibile consultare il sito nazionale sullo IESA (http://iesaitalia.altervista.org/) ove sono reperibili riferimenti bibliografici relativi alla storia dello IESA, alla sua regolamentazione e alla sua diffusione, accompagnati da video divulgativi e testimonianze di operatori, ospiti e ospitanti. A livello scientifico segnaliamo i testi del Dott. Gianfranco Aluffi “Dal manicomio alla famiglia. L’inserimento Eterofamiliare supportato di Adulti sofferenti di disturbi psichici” Edizioni Franco Angeli, 2001, “Famiglie che accolgono. Oltre la psichiatria” Edizioni Gruppo Abele, 2014.  Inoltre, il 2017 ha visto nascere anche l’edizione italiana della rivista europea sullo IESA  “Dymphna’s Family”, con la collaborazione di un prestigioso International Board.

Per candidarsi come volontari si può far riferimento al Servizio IESA ASL TO3, che ha sede a Collegno in via Martiri XXX aprile 30, prendendo appuntamento al numero 0114017463 o attraverso la mail servizio.iesa.collegno@gmail.com. Ci trovate anche su Facebook sulla pagina Servizio IESA  ASL TO3.

 

 

 

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Pensieri https://www.assistentisocialionline.it/pensieri/ https://www.assistentisocialionline.it/pensieri/#respond Mon, 15 Jan 2018 14:42:09 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1063 Questa settimana è Giuseppe Scapino, sacerdote, sociologo, da tempo Parroco presso la Parrocchia di S. Giovanni ad Ivrea ed ex direttore del giornale diocesiano “Il Risveglio Popoalre”, a donare a tutti noi qualche riflessione sul tema dell’innovazione! Grazie a Beppe per aver partecipato alla nostra chiamata alla scrivere e per voi mettetevi comodi, aprite la […]

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Questa settimana è Giuseppe Scapino, sacerdote, sociologo, da tempo Parroco presso la Parrocchia di S. Giovanni ad Ivrea ed ex direttore del giornale diocesiano “Il Risveglio Popoalre”, a donare a tutti noi qualche riflessione sul tema dell’innovazione!

Grazie a Beppe per aver partecipato alla nostra chiamata alla scrivere e per voi

mettetevi comodi, aprite la mente e se vi va lasciate un commento!

 

 

L’atteggiamento verso l’innovazione costituisce uno dei caratteri che distinguono la modernità nei confronti delle società tradizionali. Infatti in queste società viene privilegiata l’esperienza e, nello stesso tempo, il ruolo degli anziani.

Lo sviluppo del pensiero scientifico, dell’industria e l’intensificarsi degli scambi culturali fra popoli diversi hanno messo in crisi la stabilità delle tradizioni. La ricerca di ciò che è nuovo è, nello stesso tempo, causa ed effetto della società dei consumi e rende più forte il ruolo di ciò che è giovane.

E’ un processo ancora in atto che ha creato tensioni ed aperto possibilità. La vita non è destino fatale, ma è creatività, futuro, possibilità illimitate. Forse vale la pena frenare un po’ l’entusiasmo e non perdere il senso critico.

Certamente la tensione verso l’innovazione costituisce uno stimolo potente a cercare nuove soluzioni ai bisogni e ai problemi che si incontrano, però può anche essere una moda e non un passo in avanti. Pensiamo al consumismo per il quale una piccola innovazione rendeva desueto un prodotto e stimolava ad un nuovo acquisto con sprechi e danni ecologici.

Credo che ogni novità –economica, culturale, sociale – debba invitare al discernimento. Vedere, giudicare, agire.

Vedere, cioè esaminare senza pregiudizi i fatti, chiarire quali bisogni vengono soddisfatti e quali conseguenze comportino.

Giudicare, cioè dare una valutazione che chiarisca gli aspetti che fanno crescere e quelli che sono un peso.

Agire, cioè mettere in campo le proprie forze perché ogni proposta venga assunta o rifiutata con senso di responsabilità.

Al centro – fra esperienza e novità – rimane la persona responsabile.

 

Beppe Scapino

 

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Skills Maker, la mia idea di innovazione https://www.assistentisocialionline.it/skills-maker-la-mia-idea-innovazione/ https://www.assistentisocialionline.it/skills-maker-la-mia-idea-innovazione/#respond Mon, 08 Jan 2018 20:57:43 +0000 https://www.assistentisocialionline.it/?p=1059 Siete pronti a scoprire il tema di questo mese? Siete curiosi di sapere chi è sttao il primo a rispondere alla nostra chiamata allo scrivere?   Eccovi accontentati!!!   Ringraziamo Francesca Longobardi per averci donato questo articolo sul tema dell’innovazione! Per presentarla usiamo alcune delle parole da lei stessa utilizzate per la candidatura alle prossime […]

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Siete pronti a scoprire il tema di questo mese?

Siete curiosi di sapere chi è sttao il primo a rispondere alla nostra chiamata allo scrivere?

 

Eccovi accontentati!!!

 

Ringraziamo Francesca Longobardi per averci donato questo articolo sul tema dell’innovazione!

Per presentarla usiamo alcune delle parole da lei stessa utilizzate per la candidatura alle prossime elezioni del CROAS Piemonte “Capricorno, ascendente bilancia. Abbastanza tranchant. La simpatia non è il mio punto di forza. Mi piace però ridere di me. Sono una sorella maggiore. Moglie. Neomamma di Matteo. 33 anni d’età. Ho una passione per la politica, il giornalismo, le tecnologie IT e la Juventus. Da vera millenials, amo stare sui social network tra hashtag e storify per raccontare il mondo del sociale. Sono assistente sociale dal 2011, giornalista (iscritta come pubblicista) dal 2013 e tutor universitario (Università degli Studi di Torino, sede di Biella). Scrivo su http://www.prospettivesocialiesanitarie.it/scambi/ Promuovo l’immagine dell’assistente sociale attraverso il progetto Chi Sono gli Assistenti Sociali. Attualmente lavoro per la Cooperativa Animazione Valdocco (assistente sociale a tempo indeterminato). #ConsigliereCROASPiemonte dal 12 febbraio 2016.”

… e vi sveliamo una chicca, è stata la nostra capa per ben sei mesi!!!

Mettetevi comodi ed immergetevi in un progetto che sa di innovazione!!!

Buona lettura

 

 

Qualche anno fa, precorrendo tempi oggi diventati maturi, partecipai ad un bando nazionale con il progetto Skills Maker.

 

In questo spazio, vorrei descrivere un’idea (secondo me) innovativa perché frutto della commistione di più discipline e per l’utilizzo di strumenti ICT all’avanguardia.

 

Se tra il 2008 e il 2010 i trasferimenti del Ministero alle Regioni sono stati drasticamente ridotti (se non sostanzialmente azzerati nel 2012), con la legge di stabilità del 2015 si è provveduto a stabilire una dotazione finanziaria annua, strutturale, di 300 milioni a decorrere dallo stesso anno.

Oggi qualcosa si investe, privilegiando di più i trasferimenti economici ai servizi, nonostante le ricerche ci dicano che essi non producono il risultato sperato. Nell’Europa dei 15, l’Italia è uno dei paesi in cui i trasferimenti sociali hanno il minor impatto nel ridurre la povertà: abbattono la quantità di popolazione povera solo di 5 punti percentuali, mentre la media europea si attesta sui 8.9.

I trasferimenti economici se da una parte aiutano a fronteggiare un momento di emergenza dando un sospiro di sollievo, dall’altra rischiano di non essere sufficientemente utili all’avvio di un percorso di indipendenza e di autonomia. In Europa, si sta ampliando il dibattito intorno agli “Aiuti economici condizionati” (più comunemente definiti AEC) e l’Italia finalmente sta andando verso questa direzione, prima con il SIA e poi con il REI.

 

Skills Maker è un tentativo di realizzazione di “Aiuti economici condizionati” per lo sviluppo di competenze delle persone in stato di vulnerabilità e di povertà utilizzando gli ICT.

 

Skills Maker nasce con l’intento di creare una piattaforma attraverso la quale far interagire i cittadini, le aziende e l’ente erogatore. Si immagina un sistema nella quale tutti si impegnano, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale, all’accrescimento di una società più solidale. I cittadini coinvolti potranno partecipare a percorsi di AEC, come ad esempio a tirocini formativi in aziende per ricevere l’aiuto/compenso predefinito, e potranno compilare un diario giornaliero online (con il fine di diminuire il digital divide, che oggi coinvolge in Italia almeno 7 milioni di persone), visibile solo all’ente erogatore, nel quale riportare le conoscenze apprese, le emozioni e le aspettative.

 

Generalmente gli enti pubblici erogano buoni spesa (o ticket service) affidando il servizio ad una ditta terza con gara d’appalto. Con Skills Maker, il ticket service sarà sostituito da una shopping card che consentirà al cittadino di monitorare le proprie spese e all’ente erogatore di analizzare i comportamenti in uso tra gli utenti consumatori. Skills Maker produrrà molteplici vantaggi a tutti gli attori interessati. L’ente erogatore potrà visionare in realtime i progetti e operare ricerche sulle condotte messe in atto dagli utenti nel fare la spesa e gestire i propri soldi. I cittadini coinvolti in AEC potranno comunicare agevolmente con l’ente erogatore, sapere quali sono i prodotti meno costosi, controllare le proprie spese e conoscere le richieste di lavoro sul mercato di riferimento. Gli esercenti commerciali/imprese convenzionati/e, che saranno chiamati a fornire il catalogo dei prezzi online in modo che la piattaforma possa suggerire ai fruitori il prodotto più conveniente, acquisteranno visibilità, potranno mettersi in rete, reperire personale e vendere i propri prodotti online.

 

La prima componente della piattaforma consiste in un portale web 2.0, attraverso cui gli utenti, gli operatori e le aziende potranno interagire, controllare e monitorare l’andamento del progetto. Gli utenti del servizio, attraverso il sito web potranno dialogare con gli assistenti sociali e compilare un diario online al fine di mantenere una tracciabilità delle attività svolte e dei feedback ricevuti. Il diario online, consisterà in una serie di domanda chiuse e campi “liberi”. L’utente potrà inoltre interagire con i dati relativi alla shopping card e gestire in modo chiaro la propria situazione. Particolare attenzione sarà posta al tema della privacy e alla memorizzazione sicura dei dati sensibili. Al fine di prevenire utilizzi impropri, sarà definito un modello RBAC (Rule Base Access Control) a due livelli, in grado di fornire un accesso anonimo alle componenti software di analisi dei dati.

 

Gli assistenti sociali potranno controllare in tempo reale l’andamento dei tirocini e dialogare con gli utenti del servizio. Al fine di favorire il processo di analisi, dovranno compilare un questionario con cadenza settimanale, a partire dalle risposte “aperte” date dagli utenti. Al fine di migliorare il processo di acquisizione delle informazioni e semplificare il lavoro degli assistenti sociali, saranno presi in considerazione strumenti di sentiment analysis .

I datori di lavoro potranno proporre delle collaborazioni e gestire tutti i procedimenti burocratici necessari alla fruizione del servizio.

 

La seconda componente del progetto consiste in una piattaforma di gestione della shopping card. Come evidenziato in precedenza, la shopping card è un meccanismo di pagamento finalizzato alla sostituzione dei classici buoni spesa. L’idea consiste nell’introdurre un sistema di pagamento digitale, integrato con il sistema di analisi, al fine di permettere un’analisi automatica dei processi di spesa e l’attivazione di processi finalizzati a un miglioramento delle condizioni degli utenti mediante processi basati sulla teoria dei giochi cooperativi. La piattaforma di pagamento prevederà la distribuzione di POS ad-hoc presso negozi convenzionati e la realizzazione di un portale di e-commerce. Gli utenti disporranno di un credito stabilito dagli assistenti sociali in base alle reali necessità e al lavoro svolto e utilizzeranno la “shopping card” per parte degli acquisti.

 

La terza e più innovativa componente del sistema è rappresentata da un software di pianificazione basato sulla teoria dei giochi. L’idea consiste nell’effettuare un’analisi di comportamenti, feedback e modalità di spesa degli utenti e introdurre meccanismi basati su giochi cooperativi con l’intento di indirizzare gli utenti verso comportamenti in grado di migliorare il processo di aiuto. Secondo indagini condotte all’interno di diversi dislocati sul territorio nazionale, si evidenzia una chiara correlazione tra richieste temporalmente disgiunte. Di conseguenza l’impatto dei contributi economici sembra essere poco rilevante e le difficoltà di inserimento lavorativo vengono, nella maggior parte dei casi, superate con difficoltà. Il progetto mira a superare i limiti dell’approccio tradizionale, analizzando in modo formale i comportamenti e i feedback degli utenti e favorendo l’attuazione di processi di aiuto innovativi e valutabili secondo principi oggettivi.

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