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Gruppi AMA: un’espressione di cittadinanza attiva

Apriamo il sipario sugli articoli del mese e del nuovo tema: cittadinanza!

E questa volta lasciamo la parola all’autrice per la presentazione di sè e della realtà che rappresenta: 

“Sono Donata Scannavini e da due anni ho l’onore di essere la presidente di Amalo.  Sì, per me è veramente un onore rappresentare questa associazione che si occupa di diffondere la cultura e la pratica dell’Auto Mutuo Aiuto.  Sono infatti profondamente convinta della bontà e dell’efficacia dell’AMA e tale convinzione mi deriva dall’aver frequentato un gruppo per persone disabili e averne sperimentato personalmente i benefici.

Amalo si occupa principalmente di promuovere sul territorio l’auto mutuo aiuto, soprattutto attraverso la formazione, rivolta sia a chi vuole semplicemente conoscere il mondo AMA, sia a chi vuole sperimentarsi come promotore e facilitatore di gruppo.  Non si tratta di una scelta aprioristica, di un aut – aut: non di rado infatti succede che una persona, conoscendo l’ama e magari iniziando a frequentare un gruppo, decida poi di farsene promotore nel proprio contesto di vita e/o lavorativo e sperimentarsi nel ruolo di facilitatore.

Io personalmente e noi come Amalo, crediamo molto in questa metodologia e cerchiamo di sostenere in ogni modo le persone che intraprendono con noi questo percorso.  È in quest’ottica che offriamo la possibilità, a chi abbia terminato il nostro percorso formativo, di iscriversi al nostro Registro Facilitatori, a cui attingiamo nel momento in cui ci giungano delle richieste di facilitazione da gruppi che magari sono nella fase iniziale del loro percorso o che comunque si trovano ad avere bisogno di una persona che assuma questo ruolo.

Essere facilitatori di un gruppo AMA non è sempre facile, si possono incontrare vari tipi di difficoltà e il facilitatore stesso può trovarsi nella condizione di avere bisogno di un sostegno e di un confronto con altri.   Per questo, Amalo organizza incontri di intervisione, rivolti a facilitatori di gruppo, dove viene data loro la possibilità di confrontarsi su problematiche relative alla facilitazione ma anche su difficoltà che possano essere insorte all’interno del gruppo.  Possiamo dire che i nostri incontri di intervisione non sono nient’altro che gruppi di Auto Mutuo Aiuto per facilitatori!”

All’interno del nostro blog Donata ci racconta come un gruppo di Auto Mutuo Aiuto possa essere considerato espressione di cittadinanza attiva!

Grazie ancora all’autrice per il suo contributo e buona lettura a tutti voi!

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Gruppi AMA: un’espressione di cittadinanza attiva

Sono Donata e ho incontrato il mondo dell’Auto Mutuo Aiuto più di vent’anni fa, quando neolaureata in pedagogia, ebbi l’occasione di frequentare e poi facilitare un gruppo per persone disabili. Sperimentai personalmente l’efficacia dell’AMA, come occasione di confronto e di scambio tra pari, tra persone che vivono situazioni molto simili e scoprono col tempo di essere risorsa l’una per l’altra.

Oggi, a distanza di tanto tempo, mi occupo ancora di AMA come presidente dell’associazione Amalo, perché sono stata conquistata da questa metodologia, della cui efficacia ho beneficiato in prima persona.

La domanda a cui questo scritto vuole tentare di rispondere è se e in che modo i gruppi di auto mutuo aiuto c’entrino col concetto di cittadinanza attiva, se possano esserne un’espressione e soprattutto se contribuiscano a migliorare la qualità della vita delle persone che ne sono coinvolte.

Chiediamoci innanzitutto cosa intendiamo per cittadinanza attiva.  Penso che, pur con le inevitabili limitazioni e schematizzazioni richieste da questo contesto, possiamo definire cittadinanza attiva ogni forma in cui le persone che vivono, che abitano un certo territorio, un certo contesto sociale, si spendono in prima persona per migliorare la qualità della vita propria e altrui.

Il cittadino diventa così risorsa per se stesso e per gli altri; si creano occasioni di incontro e di scambio, nascono reti di solidarietà, formali ma anche informali. Il cittadino attivo non si limita quindi ad aderire a qualcosa che gli viene proposto da altri, siano istituzioni, gruppi formali ecc., ma diventa egli stesso propositivo, cerca e favorisce la nascita di legami significativi, è pro-attivo per migliorare il proprio contesto di vita.

Quanto detto sopra è riscontrabile, seppur in modo peculiare, nel gruppo AMA, dove, partendo dalla propria situazione di sofferenza e disagio, ogni persona può trovare in se stessa e negli altri partecipanti le risorse per affrontare al meglio le proprie difficoltà e individuare quelle strategie che possano quanto meno lenirle.

In questo contesto, una funzione molto importante è ricoperta dal facilitatore del gruppo AMA, che può essere un professionista o una persona del gruppo che assume questo ruolo e ha il compito di facilitare la comunicazione dei partecipanti volta ad esprimere proprio quelle risorse che sembravano perdute.

Il facilitatore AMA sostiene e non si sostituisce nel risolvere i problemi; in altre parole con il suo lavoro ha l’obiettivo di favorire l’ empowerment: la persona impara a prendere in mano la propria vita, a scoprirsi capace di elaborare soluzioni ai propri problemi, a giocarsi in prima persona per migliorare la propria esistenza.

Se il gruppo AMA è dunque un’occasione importante per la crescita e il benessere personale dei singoli partecipanti, c’è però anche un secondo livello che non va dimenticato e che, a mio parere è altrettanto importante. Il gruppo AMA infatti è generatore di empatia, di rapporti di solidarietà, di reciprocità e vicinanza, che nascono dallo specchiarsi gli uni negli altri, dal sentirsi compresi e accolti. Possiamo dire che se nella fase iniziale un gruppo AMA è una somma di io, dove ognuno è presente col proprio bagaglio fatto molto spesso di disagi e sofferenze, col tempo evolve in un noi; si costruisce una nuova identità di gruppo e si capisce che insieme si può osare qualcosa di più.

Ecco perché e dove, a mio parere, i gruppi AMA sono una espressione, una fra le tante modalità nella quali si può esplicitare, può trovare forma, il concetto di cittadinanza attiva.  I partecipanti a un gruppo di auto mutuo aiuto sono dei cittadini che nonostante la propria situazione di sofferenza, anzi partendo da essa, trovano in se stessi e nel legame con chi vive una condizione analoga la forza di reagire, di essere proattivi di diventare risorsa per se stessi e per gli altri.

 

Donata Scannavini

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